Il controllo dei costi nello studio dentistico

C’è un groviglio apparentemente inestricabile di variabili economiche dietro il successo o l’insuccesso di uno studio dentistico: costi fissi, costi variabili, margine di contribuzione, tariffe, punto di pareggio. Ognuna di queste si incrocia con tutte le altre in un modo che sembra complicato, ma che in realtà è predefinito e governabile anche da un comune dentista. Non si tratta di studi grandi o piccoli, nè di dove o di quando. Il controllo dei costi ed il controllo di gestione in generale, risponde solo a questi comandi: tutti, ovunque, sempre. Grazie a Pietro Paolo Mastinu per lo sforzo che ha profuso in questo piccolo compendio.

Cominciamo con il dire che, ben prima di utilizzarlo per altri scopi, il controllo dei costi serve in primis a prendere coscienza … dei costi e della loro natura.

Anche nel passato ci sono sempre stati dentisti più attenti e preparati su queste dinamiche e ce ne sono stati molti altri che non lo erano affatto. Del resto, quando hai degli avanzi altissimi, anche quando sei inefficiente, non te ne accorgi e non te ne curi.

Oggi invece sei costretto ad interessartene.

Perché – a parte i casi in cui per motivi clinici è giusto non ottimizzare ma essere ridondanti – ci sono tanti casi in cui non ottimizzare equivale a sprecare. E sprecare – visto che vi interessate spesso al problema etico – non è etico. E non è economico.

Potete star certi che col passare degli anni tutti coloro che oggi vi parlano di dinamiche valide nel passato e stigmatizzano il mercato in tutte le sue estrinsecazioni non ci saranno più e si staranno godendo la pensione.

Ma voi rimarrete con queste problematiche da gestire in mano, in un mercato – o settore  – in cui sempre più colleghi avranno imparato a farlo. Leggi tutto “Il controllo dei costi nello studio dentistico”

Microscope Economics nello studio dentistico

L’acquisto di un Microscopio Operatorio è diverso da altri tipi di investimenti e pone in modo più significativo il problema di scegliere tra equilibrio economico dello studio e la qualità delle prestazioni. In questo articolo mostriamo l’impatto che esso può avere sui risultati numerici della nostra attività anche in relazione al variare dei processi di lavoro clinico ed in particolare al tempo impiegato per eseguire le prestazioni.

microscopio operatorioCome noto a tutti uno dei motori essenziali della competitività è rappresentato dagli investimenti tecnologici ed un numero crescente di dentisti sente la necessità di dotarsi di un Microscopio Operatorio, non solo per ragioni cliniche.

Uno studio dentistico che investa continuamente in tecnologia si doterà progressivamente di una CBCT, di scanner intraorali, di stampanti 3d o di fresatori, di laser, e di molto altro ancora. Qual è il rischio che lo studio possa trovarsi seppellito dal peso di questi investimenti ancor prima di ricavarne i benefici economici attesi?

Alcuni di essi sono già stati trattati in articoli precedenti, ai quali rimando (Cerec Economics, iTero Economics).

In questo articolo ci occuperemo del Microscopio Operatorio: ne valuteremo l’impatto economico su uno studio di dimensioni medie e vedremo come può essere ragionevolmente stimato il rischio di investimento.

Per fare questo ci focalizzeremo sul metodo di valutazione più adatto in modo che ciascuno di voi possa adottarlo semplicemente nella propria realtà professionale e trarre conclusioni specifiche sulla opportunità o meno, sul piano meramente economico, di impegnarsi nell’acquisto. Leggi tutto “Microscope Economics nello studio dentistico”

Margine di Contribuzione dello studio dentistico

La gestione di uno studio dentistico vive di equilibri precari, dovuti a margini di guadagno molto ridotti. Uno dei parametri più sensibili è rappresentato dal Margine di Contribuzione il cui utilizzo da parte dei dentisti è estremamente raro. Vediamo di cosa si tratta e come si impiega nell’attività quotidiana.

Margine di ContribuzioneTutti i dentisti sanno cos’è un Costo o un Ricavo, quasi tutti sanno realmente cos’è il guadagno o Ebit, pochissimi sanno cos’è il Margine di Contribuzione.

Eppure tutte le imprese, in tutto il mondo, di qualsiasi settore produttivo, utilizzano il Margine di Contribuzione come parametro essenziale nel controllo di gestione dell’attività.

Quale dentista non si è trovato, prima o poi, di fronte a domande come queste:

  • Posso permettermi di effettuare un investimento importante come una TC Cone Beam, un microscopio operatorio, delle nuove poltrone o un sistema Cad Cam
  • Quale tariffa è corretta per una certa prestazione?
  • Quanto sconto posso concedere ad un paziente?
  • Posso accettare un accordo di convenzione o è troppo penalizzante per il mio studio?

Questi sono dilemmi tipici di qualsiasi dentista e di qualsiasi imprenditore.

La paura di commettere errori talora ci permette di salvare lo studio dalla bancarotta, ma altre volte ci impedisce di compiere investimenti o altre operazioni economiche che avrebbero invece l’effetto di rilanciare lo studio, ridare entusiasmo e competitività.

Esiste un modello di comportamento che ci consenta di minimizzare il rischio di un investimento? Esiste un metodo di calcolo che ci metta ragionevolmente al riparo da operazioni troppo azzardate?

La risposta a queste domande è ovviamente “si” e lo strumento che ci guida nelle risposte si chiama, appunto, Margine di Contribuzione. In una attività professionale e imprenditoriale come la nostra il Margine di Contribuzione è quel parametro che ci consente, almeno, di trasformare un rischio puro in un rischio calcolato. Vediamo di cosa si tratta. Leggi tutto “Margine di Contribuzione dello studio dentistico”

Iper e Super ammortamento: dentista vs. srl

Oggi puoi comprare un Cerec® da 85 mila € spendendone solo 34. L’iperammortamento ti regala uno sconto del 60%, ma solo se sei una srl odontoiatrica. Con meno di 30 corone all’anno potresti averlo gratis. Ti spiego il perchè di questi numeri apparentemente incredibili.

iperammortamento e cerecUna delle novità fiscali più rilevanti di quest’anno è rappresentata dall’iperammortamento. Quasi tutti i dentisti sanno in cosa consiste il superammortamento ma dell’iperammortamento hanno sentito parlare molto meno. Eppure è una grandissima opportunità … anche se, purtroppo non è per tutti, ma vale solo per le srl.

Vediamo insieme di cosa si tratta. Leggi tutto “Iper e Super ammortamento: dentista vs. srl”

Invisalign Economics: i vantaggi degli allineatori

Invisalign Economics

Con l’espressione Invisalign Economics intendo riassumere tutte le considerazioni di natura puramente economica necessarie per valutare la convenienza nell’utilizzo della metodica Invisalign ® da parte dell’ortodontista (o il dentista generico). In questo senso, e solo in questo senso economico, sarà utile un confronto con le apparecchiature tradizionali. Leggi tutto “Invisalign Economics: i vantaggi degli allineatori”

Il Dentista ed il Condominio Professionale

Condominio Professionale. Alla ricerca di soluzioni “strutturali” al problema dei costi elevati, ecco le principali forme di aggregazione.

condominio professionaleIl Condominio Professionale

Alla ricerca di soluzioni “strutturali” al problema dei costi elevati dello studio dentistico, abbiamo iniziato un breve percorso sulle principali forme di aggregazione.

Abbiamo accennato alla soluzione del Contratto di Rete, che comporta per gli associati un duplice vantaggio:

  1. mantenimento della massima indipendenza professionale
  2. ed accesso all’acquisto di servizi e prodotti scontati in virtù della partecipazione ad un network di dentisti.

Il contratto di rete è molto di più di un gruppo di acquisto perché garantisce alcune forma di tutela reciproca e può consentire opportunità di comunicazione al pubblico molto più ampie rispetto al singolo dentista (pubblicità, promozione, branding, fidelizzazione, ecc). Il contratto di rete, inoltre, potrebbe consentire alcune agevolazioni fiscali previste dal Decreto incentivi (legge n.33/2009), se correttamente applicato.

Avviandoci verso una breve esplorazione di tutte le altre forme di aggregazione professionale, nell’ordine di una complessità crescente, esaminiamo oggi il cosiddetto “Condominio Professionale”.

Cos’è un condominio professionale?

Il Condominio Professionale non ha riferimenti giuridici o normativi precisi. Probabilmente i primi professionisti a farne uso sono stati gli avvocati. Soprattutto nelle grandi città, non è raro imbattersi in appartamenti o interi stabili popolati da un grande numero di targhe di singoli avvocati o studi legali tutti riuniti in una unica sede, ciascuno con la propria partita iva e con una netta demarcazione degli spazi reali e virtuali all’interno del “condominio”.

Gli avvocati hanno in comune con i dentisti il problema della pletora professionale, ma godono di un grande vantaggio: la loro professione non comporta impegni di capitale importanti per essere avviata e soprattutto non è soggetta a percorsi autorizzativi come i nostri, più o meno complessi e cervellotici a seconda della regione di appartenenza.

I dentisti hanno cominciato più tardi ad applicare questo modello, ma con motivazioni ben superiori vista la loro complessa ed articolata struttura di costi fissi. Per quanto essi abbiano cominciato in modo maldestro e talora abbastanza rischioso, la crisi economica ha fatto in modo che il fenomeno iniziasse ad estendersi in modo significativo.

Come si costituisce il condominio odontoiatrico?

Il condominio odontoiatrico nasce dalla necessità di ridurre i costi fissi dello studio evitando di replicare alcuni oneri di gestione su due o più studi quando invece alcuni servizi possono essere condivisi.

Tipicamente ogni studio dentistico ha un’area funzionale dedicata alle attività di segreteria, amministrazione e reception, indipendentemente dalle sue dimensioni o dal fatto che tale area sia anche fisicamente identificata all’interno dello studio.

Lo stesso vale per altre attività di servizio (o back office) tipiche degli studi dentistici come ad esempio il magazzino, l’archivio o l’area sterile.

C’è poi una serie abbastanza corposa di attività di ordinaria manutenzione che ciascuno studio effettua singolarmente come le manutenzioni degli impianti elettrici, degli estintori o degli elettromedicali, i controlli di qualità sulle apparecchiature radiologiche, gli adempimenti relativi alla sicurezza sui luoghi di lavoro oppure sulla privacy, il riordino, la pulizia e la disinfezione dei locali comuni.

Tutte queste aree ed attività hanno un peso significativo che impatta sia sui costi reali dello studio che sullo stress organizzativo.

Le finalità del Condominio Odontoiatrico

Il sentimento che unisce due o più dentisti all’interno di un condominio odontoiatrico è dettato prioritariamente dalla volontà di:

  • ottimizzare l’impiego di risorse personali condividendole con altri in modo che non siano sotto-utilizzate e quindi parzialmente improduttive (personale dipendente, arredi, impianti, utenze, ecc);
  • accedere a beni e servizi altrui che sarebbero troppo onerosi per il singolo (tipicamente TC Cone Beam, Laser, Cerec, consulenti specialisti, ecc);
  • ridurre l’impegno personale nello svolgimento di funzioni burocratiche o manageriali.

Possiamo dire che, ai fini della costituzione di un condominio odontoiatrico, la motivazione economica è decisamente prevalente rispetto a quelle relazionali, personali e conviviali che trovano una migliore realizzazione nelle forme più tradizionali di aggregazione (associazioni semplici, di persone o di capitali che siano).

La disponibilità di una singola struttura ampia e ben attrezzata può infatti soddisfare le necessità professionali di altri colleghi a costi inferiori, diventando condivisa mediante sottoscrizione di un vero e proprio contratto di affitto.

Il contratto di affitto

In questo genere di contratti alcuni adempimenti vengono portati in capo al locatore della struttura in modo da “alleggerire” (sul piano dell’impegno e su quello delle responsabilità) il locatario. Ciascuno mantiene la propria clientela e la propria identità fiscale e professionale, ma beneficiano entrambi dei vantaggi di una “casa” comune, della quale condividono i costi secondo le clausole contenute nel contratto e, in linea di massima, dal numero di ore in cui si utilizzano i servizi ed i beni comuni.

Il Condominio Odontoiatrico in alcuni casi riserva in via esclusiva precisi spazi operativi ad un singolo professionista, ma più spesso la convivenza avviene per rotazione oraria su spazi comuni, quindi anche all’interno delle singole unità operative e relative poltrone.

Vantaggi del Condominio Odontoiatrico

I vantaggi di questa soluzione sono dunque chiari e si fondano principalmente sulla riduzione dei costi di gestione.

Un altro grande vantaggio, rispetto a forme di aggregazione diverse di cui parleremo in seguito, è rappresentato dalla facile applicazione pratica e soprattutto dalla facile reversibilità in caso di conflitti o contenziosi.

Il nodo cruciale è rappresentato dal contratto che deve essere chiaro, esaustivo e soprattutto equo, contenendo clausole di cessazione che non siano vessatorie per nessuna delle parti.

Svantaggi del Condominio Odontoiatrico

Gli svantaggi sono rappresentati principalmente dalla impossibilità di generare economie positive:

  • dalla gestione coordinata, omogenea e finalizzata dei pazienti,
  • da politiche di prezzo e di qualità comuni,
  • da strategie di marketing condivise e dalla gestione unica del brand,
  • dall’avviamento di azioni di reciprocità (mutuo soccorso, sostituzione, prevenzione dei contenziosi, confronto clinico e second opinion su casi complessi, cross selling).

In sostanza il lato negativo (anche se non necessariamente) è rappresentato dallo spirito di competizione insito in una compagine di professionisti che concorrono singolarmente per lo stesso (ridotto) mercato. Viene a mancare, infatti, l’interesse economico comune sul fronte degli incassi, atteso che il controllo dei costi non è di per sé sufficiente a garantire risultati di bilancio positivi.

Il nodo delle responsabilità nel Condominio Odontoiatrico

Molto difficile, nell’ambito di un istituto non propriamente riconosciuto sul piano normativo come quello del Condominio Odontoiatrico, è poi delineare una chiara e corretta ripartizione delle responsabilità professionali soprattutto in quegli ambiti del contenzioso che riguardino la corretta gestione delle risorse strumentali, dell’infrastruttura o la sicurezza sui luoghi di lavoro.

Per questo motivo sembra inderogabile la nomina di una figura di garanzia per tutti i soggetti in causa come quella del Direttore Sanitario. Anche questi aspetti dovrebbero essere ricompresi nelle previsioni contrattuali.

Nel caso in cui si disponga di maggior affinità tra le persone che costituiscono la compagine condominiale (qualità umane, livello professionale, complementarietà tra le varie competenze e specializzazioni, empatia personale) il Condominio Odontoiatrico appare limitativo delle potenzialità che un gruppo omogeneo potrebbe esprimere in termini di competitività.

Laddove questi presupposti esistano si consiglia di esplorare anche le possibilità offerte dalle associazioni di cui parleremo prossimamente su questo blog e, in particolar modo, dalla Srl Odontoiatrica.

Il tema dell’aggregazione professionale al Master O.E.

Se vuoi approfondire il tema del Condominio professionale e della sua comparazione rispetto ad altre forme di aggregazione, partecipa anche tu al prossimo Master Odontoiatria Extraclinica, che avrà luogo tra poco a Milano.

Puoi scaricare il programma ed iscriverti on-line.

Ti aspettiamo!

I Costi Fissi: peccato originale di ogni Dentista

I costi fissi assumono la loro dimensione matura e più inquietante solo quando si decide di aprire il proprio studio.

I costi fissi per aprire uno studio dentisticoOgni dentista (titolare di studio) nasce con il peccato originale dei costi fissi e se lo porta dietro per tutta la durata della vita professionale.

I costi fissi cominciano ad esistere nel momento stesso in cui si effettua l’iscrizione all’ordine, dopo la laurea, ma assumono la loro dimensione matura e più inquietante quando si decide di aprire il proprio studio dentistico.

Essi rappresentano la parte preponderante del cosiddetto rischio d’impresa del dentista e portano con sé alcune conseguenze amare in termini teorici e pratici.

Vediamo insieme di cosa si tratta. Leggi tutto “I Costi Fissi: peccato originale di ogni Dentista”