Società di Consulenza odontoiatrica: opportunità per giovani e meno giovani

La normativa italiana offre una nuova opportunità per gli odontoiatri e gli ortodontisti che operano in regime di consulenza. Si tratta della costituzione di una Società di Consulenza: una soluzione che permetterebbe anche ai consulenti di acquisire i vantaggi della srl odontoiatrica. La Società di Consulenza consente di superare alcuni dei limiti e dei rischi propri di una attività atipica.

Ho descritto molte volte il fenomeno tutto italiano della Consulenza in odontoiatria e in ortodonzia su questo Blog, ora è tempo di parlare della anche della Società di Consulenza.

Un recente articolo riassume tutto quello che si poteva dire anche sulla figura del Consulente e di come si sia fatto strada, tra necessità e virtù, nel panorama professionale (soprattutto quello ortodontico) dei nostri Studi.

L’articolo terminava con uno sguardo al futuro e con l’ipotesi che il Consulente potesse strutturare la propria attività in modo più solido ed efficace attraverso la costituzione di una Società di Consulenza, sul modello di quanto sta accadendo con gli Studi dentistici dove solitamente presta la propria opera professionale.

Se migliaia di studi in Italia si stanno convertendo alla formula della Srl odontoiatrica e se questa formula, come più volte descritto, è in grado di portare una lunga serie di vantaggi, allora ci domandiamo:

  • Perchè non considerare questa opzione anche per la Consulenza?
  • In che modo ciò sarebbe possibile?
  • Quali benefici potrebbe portare al professionista?

Questo tema è oggetto dell’articolo che state leggendo. Leggi tutto “Società di Consulenza odontoiatrica: opportunità per giovani e meno giovani”

Nessuna delega nella Stp: incarico solo per i soci

Sono molti i motivi per i quali una Stp è molto meno conveniente della Srl Odontoiatrica. Uno in particolare sembra essere sfuggito a tutti: nelle Stp il ricorso alle collaborazioni esterne o alle cosiddette consulenze è vietato dalla normativa corrente. Ciò rappresenta senz’altro un vincolo importante per le Stp già costituite e un deterrente (se ce ne fosse bisogno) per quelle in via di costituzione.

Pare proprio che nelle Stp non sia ammessa la possibilità di far eseguire prestazioni professionali a soggetti diversi dai soci stessi delle Stp attraverso la delega della prestazione d’opera intellettuale.

Il legislatore ha infatti chiaramente stabilito che le prestazioni sul paziente debbano essere eseguite personalmente dai soci stessi della società e che il ricorso alla delega possa essere effettuato solo in via del tutto eccezionale.

Anche in questi casi eccezionali tuttavia, è necessario che il conferimento dell’incarico avvenga per iscritto da parte del paziente stesso, secondo le modalità tipiche descritte dalla legge. Bisognerà poi dimostrare nei fatti per quali motivi l’evento debba essere ritenuto eccezionale, straordinario, o meglio, imprevedibile per usare la stessa espressione contenuta nella legge.

  • Può essere ritenuta eccezionale una otturazione o una terapia canalare?
  • Quanto straordinaria può essere ritenuta una ablazione del tartaro o una levigatura radicolare?
  • Quali elementi di imprevedibilità può presentare l’esecuzione di una radiografia endorale o la presa di una impronta?

Quali che siano state le motivazioni del legislatore (cui cercherò di dare una risposta alla fine dell’articolo) è abbastanza chiaro che in una Stp il dentista non potrà avvalersi di colleghi esterni per l’esecuzione di prestazioni che egli non vuole eseguire per scelta o non può eseguire per difetto di competenza.

Andiamo con ordine e vediamo come si è verificata questa situazione anomala. Leggi tutto “Nessuna delega nella Stp: incarico solo per i soci”

Contratti nello studio dentistico: un vuoto imbarazzante

Una vecchia canzone di Iannacci diceva più o meno così: “Lo devi sapere prima che dopo hai bisogno”. Per quanto il suo intento fosse ironico, nel caso degli studi dentistici non lo è affatto. Quasi tutti i conflitti interni ed esterni, tra persone per bene, non sorgerebbero neppure in presenza di contratti fatti per tempo.

L’assenza di contratti è una delle più grandi lacune organizzative degli studi dentistici italiani, soprattutto all’indomani della legge Gelli Bianco che riforma i profili di responsabilità professionale e introduce il concetto di rivalsa.

Chiariamo subito un punto: sottoscrivere contratti non serve tanto a garantirsi il rispetto delle previsioni in essi contenute, quanto piuttosto a fissare le regole di un gioco complesso, dove le variabili sono tante.

Quindi la valenza di un contratto non è tanto o solo legale, quanto piuttosto organizzativa.

Se volessimo commentare l’elenco completo di tutti i contratti necessari per gestire uno studio dentistico probabilmente non basterebbe questo blog. Quindi prenderemo in esame, per categorie, solo quelli la cui assenza mette più frequentemente in crisi il titolare o l’amministratore dello studio dentistico. Leggi tutto “Contratti nello studio dentistico: un vuoto imbarazzante”

Il compenso professionale nella Srl Odontoiatrica

Il dentista comune ha un solo canale attraverso il quale riceve denaro per l’attività che svolge. In una Srl Odontoiatrica si realizza invece una molteplicità di ruoli e posizioni che possono essere tutte rappresentate dalla stessa persona o da persone diverse, a seconda delle opportunità e della convenienza. Questo comporta vantaggi giuridici, finanziari e fiscali piuttosto rilevanti rispetto allo studio tradizionale.

Quali e quante siano le modalità di percezione del compenso professionale all’interno di una Srl Odontoiatrica è argomento di primaria importanza viste le implicazioni giuridiche, fiscali e contributive che comporta.

Uno dei malintesi più diffusi nella categoria è, ad esempio, che il dentista per ricevere un compenso dalla propria Srl, debba diventarne un dipendente e quindi farsi assumere da essa. Si sa che i pregiudizi sono difficili da eradicare, specie quando sono sostenuti dal parere di consulenti … poco esperti.

In questo articolo espongo analiticamente tutte le modalità con le quali un dentista, che svolga la propria attività professionale organizzata in forma di Srl Odontoiatrica, potrà ricevere del denaro. Premetto fin d’ora che, per semplicità espositiva, userò impropriamente l’espressione compenso professionale anche laddove sarebbe più giusto usare termini diversi: una semplificazione che i puristi potranno perdonare e che ha il solo scopo di capirsi bene tra colleghi. Leggi tutto “Il compenso professionale nella Srl Odontoiatrica”

Riscossione accentrata dei compensi nello studio dentistico

Quando all’interno dello studio operano soggetti diversi dal titolare come devono essere gestiti i pagamenti del paziente? Chi deve incassare? Chi deve emettere la fattura? Per il fisco esiste una differenza fondamentale tra il consulente o collaboratore e l’odontoiatra che opera autonomamente. Questa differenza sulle modalità di riscossione dipende formalmente dal tipo di contratto in essere (che deve essere esibito).

La riscossione accentrata dei compensi è una delle norme più controverse e disattese tra i dentisti. Il problema si pone ogniqualvolta un dentista operi in uno studio di un collega o di una struttura sanitaria vera e propria (come, per esempio, una srl odontoiatrica). Quindi la normativa riguarda tutti gli studi frequentati da consulenti o collaboratori esterni.

Ci sono fondamentalmente due situazioni possibili:

  • nella prima il consulente opera per conto dello studio in virtù di un contratto di collaborazione: il paziente afferisce al titolare dello studio ed è con questo che si instaura il contratto d’opera professionale.
  • nella seconda il consulente opera per conto proprio in virtù di un contratto di affitto di locali all’interno dello studio: il paziente afferisce direttamente al collaboratore che perde questa qualifica per assumerne una identica al titolare di studio.

E’ solo per questo secondo caso che vale e si applica la norma sulla riscossione accentrata dei compensi.

Il contenuto che segue è stato elaborato con il contributo prezioso di un esperto in ambito odontoiatrico, il Dott. Lo Bello, commercialista di Padova.

Leggi tutto “Riscossione accentrata dei compensi nello studio dentistico”

Consulente in Ortodonzia: l’opportunità di una svolta

consulente ortodonziaConsulente in ortodonzia, Consulente in implantologia, Consulente in Chirurgia orale,  e via così per definire una strana figura di professionista che preferisce (o deve) esercitare la professione in casa d’altri.

Nella mia vita professionale non mi sono fatto mancare quasi nessuna esperienza e, tra le altre cose, ho fatto il consulente in ortodonzia per circa 15 anni, prima di svoltare definitivamente in altre direzioni. Durante e soprattutto dopo quel lungo periodo, spesso mi sono posto delle domande.

Le consulenze sono fenomeni di mecenatismo moderno oppure forme di opportunismo economico? Quanto è diffusa questa pratica? Quali sono le caratteristiche intrinseche di questa attività? E’ possibile tracciare un profilo stabile ed omogeneo della figura del consulente e della sua opera di consulenza?

Questo lungo articolo riprende ed accorpa temi già trattati in passato ed ha lo scopo di rappresentare una piccola guida pratica sia per il consulente che per il suo interlocutore principale che definiremo spesso committente, senza riguardo se egli sia un altro dentista oppure no, persona fisica o persona giuridica. Leggi tutto “Consulente in Ortodonzia: l’opportunità di una svolta”

Il Contratto di Consulenza Odontoiatrica e Ortodontica

Prima di avviare una consulenza o una collaborazione professionale è bene sottoscrivere un contratto. La presenza di un contratto mette al riparo entrambe le parti da futuri conflitti ma soprattutto dalle pretese più o meno legittime o arbitrarie degli organismi di controllo: ispettorato del lavoro, guardia di finanza, garante della privacy, agenzia delle entrate, asl, ecc. Sottoscrivere un contratto di collaborazione è la classica operazione che definiremmo: poca spesa, tanta resa. Ma bisogna pensarci per tempo.

Contratto di consulenzaIl Contratto di Consulenza esaurisce la trattazione del tema “consulenza e collaborazioni” in odontoiatria e ortodonzia che abbiamo avviato negli articoli precedenti: quello dal titolo Il Dentista Consulente o Collaboratore: un fenomeno tutto italiano e quello intitolato La consulenza odontoiatrica e ortodontica: una professione atipica, cui vi rimando per una lettura più completa.

Abbiamo visto che proprio le basi microeconomiche del rapporto medico/paziente/consulente siano le determinanti essenziali delle conseguenze deontologiche, etiche e medico-legali che tutti noi conosciamo. Potremmo quasi dire che queste ultime, lungi dall’essere mere questioni di principio, traggono la loro ragion d’essere da necessità eminentemente pratiche.

Il fatto che molte questioni morali derivino dalla necessità di dirimere problemi economici ai più potrà anche non piacere, ma ha l’indubbio vantaggio di conciliare posizioni tra loro apparentemente antitetiche: quella del laico e quella dell’idealista.

Dopo avere definito la cornice non rimane altro da fare che delineare il soggetto del quadro, che è rappresentato dal Contratto di Consulenza. Esso rappresenta il condensato di tutte le idee esposte in precedenza, una sorta di ricetta che consente di definire in via anticipata molte delle possibili questioni che possono insorgere nel campo d’azione delimitato dalla triade titolare/paziente/consulente. Leggi tutto “Il Contratto di Consulenza Odontoiatrica e Ortodontica”