

Bonus Giovani, Bonus Donne e Bonus ZES sono finalmente operativi. Grazie alle nuove istruzioni INPS, studi dentistici e società odontoiatriche possono valutare concretamente le opportunità offerte dagli incentivi alle assunzioni 2026. Una guida pratica per capire chi può essere assunto, quali requisiti devono essere rispettati e come cambia il tema dei contratti collettivi dopo il DL 62/2026.

Bonus Giovani, Bonus Donne e Bonus ZES sono finalmente operativi. Le nuove istruzioni INPS consentono a studi dentistici e società odontoiatriche di valutare concretamente le opportunità offerte dagli incentivi alle assunzioni previsti per il 2026
Negli ultimi anni il costo del lavoro è diventato una delle principali preoccupazioni per gli imprenditori del settore odontoiatrico. Se da un lato cresce la necessità di inserire nuove figure professionali per sostenere lo sviluppo degli studi e delle società odontoiatriche, dall’altro aumentano le difficoltà nel reperire personale qualificato e nel sostenere i relativi costi.
Assistenti di studio odontoiatrico, addetti al front office, segretarie, personale amministrativo e figure organizzative rappresentano oggi un fattore strategico per la crescita di qualsiasi struttura sanitaria privata. Tuttavia, ogni nuova assunzione comporta un investimento significativo e richiede valutazioni sempre più attente.
In questo contesto assumono particolare interesse i nuovi incentivi assunzioni previsti dal Decreto Legge n.62 del 2026.
La vera notizia, tuttavia, non è l’esistenza dei incentivi assunzioni. Le agevolazioni erano infatti già state introdotte dal legislatore nei mesi scorsi. La novità è rappresentata dalla pubblicazione delle Circolari INPS n. 55 ,56 e 57 del 14 maggio 2026, che hanno finalmente fornito le istruzioni operative necessarie per rendere concretamente utilizzabili questi incentivi assunzioni e cioè il Bonus Giovani, il Bonus ZES e il Bonus Donne. Per la prima volta, quindi, studi dentistici e società odontoiatriche possono verificare con precisione se le assunzioni programmate per il 2026 consentano di accedere a significativi benefici contributivi.
Uno degli errori più frequenti consiste nel parlare genericamente di “bonus assunzioni”. In realtà il legislatore ha previsto tre strumenti differenti, destinati a categorie di lavoratori diverse e caratterizzati da requisiti autonomi.
La prima domanda che dovrebbe porsi un titolare di studio non è quindi se esista un incentivo, ma se la persona che intende assumere rientri tra i soggetti per i quali la normativa riconosce il beneficio.
La risposta cambia radicalmente a seconda dell’età del lavoratore, della sua situazione occupazionale, del luogo in cui viene svolta l’attività e, in alcuni casi, delle dimensioni dell’impresa che assume.
Il Bonus Giovani è disciplinato dall’art. 2 del DL 62/2026 e trova attuazione nella Circolare Inps nr. 55 del 14 maggio 2026.
L’incentivo riguarda le assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel corso del 2026 di lavoratori che non abbiano compiuto 35 anni e che si trovino in specifiche condizioni di svantaggio occupazionale. Non è quindi sufficiente essere giovani.
La normativa richiede infatti che il lavoratore appartenga a una delle categorie individuate dal Regolamento UE n. 651/2014 e richiamate dalla circolare INPS. Rientrano, ad esempio, i giovani privi di impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi oppure coloro che risultano disoccupati da almeno dodici mesi e appartengono a particolari categorie considerate svantaggiate.
Per il settore odontoiatrico si tratta di una misura che potrebbe interessare soprattutto le assunzioni di giovani ASO, addetti alla segreteria o figure amministrative che abbiano incontrato difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro.
L’agevolazione consiste nell’esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, entro il limite massimo di 500 euro mensili per lavoratore. Nelle regioni ricomprese nella ZES Unica il massimale sale a 650 euro mensili.
La durata può arrivare fino a ventiquattro mesi nelle ipotesi di lavoratori molto svantaggiati.
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Se si osserva la composizione del personale impiegato negli studi dentistici italiani, il Bonus Donne appare probabilmente l’agevolazione con il maggiore potenziale applicativo.
La misura è disciplinata dall’art.1 del DL 62/2026 ed è stata resa operativa dalla Circolare Inps nr. 57 del 14 maggio 2026.
Anche in questo caso non si tratta di un incentivo destinato genericamente a tutte le donne. La normativa individua infatti categorie ben precise di lavoratrici svantaggiate e molto svantaggiate.
Tra queste rientrano, ad esempio, le donne prive di impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi. Possono inoltre beneficiare dell’incentivo le donne disoccupate da almeno dodici mesi che appartengano a specifiche categorie individuate dalla normativa europea, come le lavoratrici con più di cinquant’anni, le donne sole con persone a carico, le lavoratrici prive di diploma di scuola secondaria superiore o le donne appartenenti a categorie professionali caratterizzate da una significativa sottorappresentazione femminile.
Per comprendere la portata pratica della misura si pensi al caso di una società odontoiatrica che intenda assumere una segretaria cinquantaquattrenne senza occupazione da oltre un anno. In presenza degli ulteriori requisiti richiesti dalla normativa, il datore di lavoro potrebbe beneficiare di un esonero contributivo totale fino a 650 euro mensili.
Nelle regioni della ZES Unica il beneficio può addirittura raggiungere gli 800 euro mensili, rendendo l’incentivo particolarmente interessante per le strutture operanti nel Mezzogiorno.
Il Bonus ZES presenta caratteristiche completamente diverse rispetto ai precedenti incentivi.
Previsto dall’art.3 del DL 62/2026 e disciplinato dalla Circolare Inps nr. 56 del 14 maggio 2026, è destinato esclusivamente alle imprese che operano nelle regioni ricomprese nella Zona Economica Speciale Unica.
Per accedere all’agevolazione devono essere rispettati contemporaneamente diversi requisiti:
Quest’ultimo requisito rende il Bonus ZES particolarmente interessante per molti studi dentistici e per numerose società odontoiatriche di piccole dimensioni operanti nel Mezzogiorno.
Si immagini, ad esempio, uno studio odontoiatrico con otto dipendenti che operi in Puglia e intenda assumere un impiegato amministrativo quarantenne disoccupato da oltre due anni. In presenza degli ulteriori requisiti previsti dalla normativa, l’assunzione potrebbe beneficiare dell’esonero contributivo totale fino a 650 euro mensili per un periodo massimo di ventiquattro mesi.
Arrivati a questo punto molti lettori potrebbero essere tentati di verificare esclusivamente i requisiti del lavoratore. Sarebbe però un errore.
Le tre circolari INPS chiariscono infatti che la fruizione degli incentivi è subordinata anche al rispetto di una serie di condizioni riferite al datore di lavoro.
Occorre innanzitutto essere in regola con gli obblighi contributivi e con il DURC. Devono inoltre essere rispettate le disposizioni in materia di lavoro e sicurezza e, nei casi previsti dalla normativa, deve realizzarsi un effettivo incremento occupazionale netto.
L’obiettivo del legislatore è evidente: favorire la creazione di nuova occupazione e non semplicemente sostituire lavoratori già presenti in azienda con personale agevolato.
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Tra le novità più interessanti e meno conosciute introdotte dal DL 62/2026 vi è certamente quella contenuta nell’art. 7. Del tema ci siamo occupati diffusamente in questo articolo contratti collettivi comparativamente più rappresentativi | Dentista Manager
Tradizionalmente il dibattito sugli incentivi alle assunzioni si concentrava sull’applicazione dei contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Il nuovo decreto ha però introdotto un concetto più articolato e, per certi aspetti, innovativo.
La norma richiede infatti che il lavoratore benefici di un trattamento economico complessivo non inferiore a quello previsto dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. E la differenza non è soltanto terminologica.
Non si guarda più esclusivamente alla denominazione del contratto collettivo applicato, ma al trattamento economico complessivamente riconosciuto al lavoratore.
Per il settore odontoiatrico si tratta di un passaggio particolarmente importante.
Molte strutture applicano infatti contratti collettivi diversi da quello sottoscritto da Confprofessioni o da altri contratti maggiormente diffusi nel comparto. Dopo il DL 62/2026 il tema non è semplicemente quale contratto venga applicato, ma se il trattamento economico complessivo garantito al dipendente raggiunga il livello richiesto dalla legge.
In altri termini, anche le strutture che applicano contratti collettivi diversi possono accedere agli incentivi purché il trattamento economico riconosciuto ai lavoratori sia stato correttamente adeguato agli standard richiesti dalla normativa.
Si tratta di una precisazione particolarmente importante per molte realtà del settore sanitario privato e odontoiatrico, che spesso utilizzano contratti collettivi differenti ma prevedono trattamenti economici pienamente allineati a quelli richiesti dalla disciplina vigente.
Sarebbe tuttavia un errore valutare questi strumenti esclusivamente sotto il profilo del risparmio contributivo. Gli incentivi non dovrebbero mai diventare la ragione principale di un’assunzione.
La crescita di uno studio dentistico richiede innanzitutto un progetto organizzativo chiaro, una pianificazione economica sostenibile e la consapevolezza del ruolo che la nuova risorsa dovrà svolgere all’interno della struttura.
Quando queste condizioni esistono già, gli incentivi possono rappresentare un’opportunità importante per ridurre il costo iniziale dell’investimento e accelerare decisioni che sarebbero comunque necessarie per sostenere lo sviluppo dell’attività.
Allo scopo di facilitare la lettura delle regole di questi diversi incentivi, proponiamo comunque la seguente tabella:
| Incentivo | Destinatari | Beneficio massimo | Durata |
|---|---|---|---|
| Bonus Giovani | Under 35 in condizioni di svantaggio | 500 €/mese (650 € in ZES) | fino a 24 mesi |
| Bonus Donne | Donne svantaggiate o molto svantaggiate | 650 €/mese (800 € in ZES) | fino a 24 mesi |
| Bonus ZES | Over 35 disoccupati da almeno 24 mesi | 650 €/mese | fino a 24 mesi |
Prima di programmare una nuova assunzione nel corso del 2026 è opportuno verificare con il proprio consulente del lavoro se il candidato possieda i requisiti richiesti per accedere a uno degli incentivi disponibili. In molti casi la riduzione del costo contributivo può incidere significativamente sulla sostenibilità economica dell’investimento.
Le Circolari INPS n. 55, 56 e 57 del 14 maggio 2026 hanno finalmente reso operativi i principali incentivi alle assunzioni previsti dal DL 62/2026.
Per i dentisti e per le società odontoiatriche si apre quindi una fase nuova, nella quale le valutazioni sull’inserimento di personale potranno essere effettuate con maggiore consapevolezza e con la possibilità di beneficiare di significative riduzioni del costo contributivo.
La vera opportunità non consiste però nell’inseguire il bonus disponibile, bensì nel verificare se le assunzioni già necessarie per la crescita dello studio possano essere realizzate in modo economicamente più efficiente grazie agli strumenti messi a disposizione dal legislatore.
In un settore nel quale le persone rappresentano il principale fattore di successo, la capacità di coniugare sviluppo organizzativo e corretta pianificazione delle agevolazioni potrebbe rivelarsi uno degli elementi distintivi delle strutture più dinamiche nei prossimi anni.
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