

Ricorso o rateizzazione? Una scelta apparentemente semplice può avere conseguenze rilevanti sul DURC e sulla possibilità di contestare un addebito INAIL. Una pillola pratica per dentisti e società odontoiatriche.

Una richiesta di rateizzazione INAIL può consentire di mantenere il DURC, ma può anche comportare il riconoscimento del debito e la rinuncia alla contestazione. Una scelta che merita attenzione da parte di studi dentistici e società odontoiatriche
Quando uno studio dentistico o una società odontoiatrica riceve una richiesta di pagamento dall’INAIL, la preoccupazione principale è quasi sempre la stessa: mantenere la regolarità contributiva ed evitare problemi con il Durc.
In questi casi molti imprenditori pensano che la soluzione più prudente sia chiedere immediatamente una rateizzazione.
La questione, però, merita qualche attenzione in più.
L’art.3 del DM 30 gennaio 2015 prevede che la regolarità contributiva possa essere riconosciuta anche in presenza di crediti oggetto di contenzioso amministrativo o giudiziario, purché il ricorso sia stato correttamente instaurato secondo le modalità e nei termini previsti dalla legge.
In particolare, per i ricorsi amministrativi in materia tariffaria, l’art.45 del DPR n. 1124/1965 attribuisce effetto sospensivo all’impugnazione tempestivamente proposta, consentendo all’impresa di mantenere il DURC fino alla decisione del ricorso.
Si tratta di una tutela importante, spesso poco conosciuta dai datori di lavoro.
Le difficoltà emergono quando l’impresa decide di percorrere una strada diversa, ossia quella della rateazione del debito.
La disciplina delle rateizzazioni INAIL è stata recentemente aggiornata a seguito delle modifiche introdotte dall’art.23 della Legge 13 dicembre 2024 n. 203 e illustrate dalla Circolare Inail nr. 19 del 2026.
Ed è proprio qui che si nasconde un aspetto che merita particolare attenzione.
La normativa prevede infatti che il soggetto che richiede la rateazione riconosca espressamente e in modo incondizionato il debito oggetto dell’istanza. Inoltre, il debitore deve rinunciare alle eccezioni che potrebbero incidere sull’esistenza o sull’azionabilità del credito vantato dall’INAIL.Tradotto in termini pratici, chi rateizza accetta il debito.
L’aspetto più importante è proprio questo.La normativa consente di mantenere la regolarità contributiva sia attraverso il ricorso sia attraverso la rateizzazione. Tuttavia, le due soluzioni non sono compatibili tra loro.
Se il datore di lavoro ritiene che l’addebito sia errato e intende contestarlo, dovrebbe valutare tempestivamente la presentazione del ricorso.Se invece sceglie la rateizzazione, accetta il debito e rinuncia sostanzialmente alla possibilità di contestarne la fondatezza.
Si tratta di una decisione che deve essere assunta rapidamente, anche perché l’art.30 del DL n. 19/2024, convertito dalla Leggenr. 56/2024 , collega alla tempestiva regolarizzazione o alla richiesta di rateazione specifici benefici in termini di riduzione delle sanzioni civili.
Molti titolari di studio ritengono che queste problematiche riguardino esclusivamente grandi imprese o realtà industriali.In realtà, contestazioni relative all’inquadramento assicurativo, alla classificazione tariffaria, ai premi INAIL o agli esiti di accertamenti ispettivi possono interessare qualsiasi datore di lavoro, comprese le società odontoiatriche.Per questo motivo la scelta tra ricorso e rateizzazione non dovrebbe mai essere compiuta automaticamente.
Quando arriva una richiesta di pagamento dall’INAIL, la prima domanda non dovrebbe essere:
“Come posso rateizzare?”
ma piuttosto:
“Esistono motivi per contestare questo addebito?”
Solo dopo aver verificato la fondatezza della pretesa contributiva sarà possibile scegliere consapevolmente la strada più opportuna.Perché, come dimostra la disciplina vigente, la rateizzazione non rappresenta soltanto una modalità di pagamento: in molti casi rappresenta anche il riconoscimento del debito e la rinuncia alla sua contestazione.
La gestione di un contenzioso contributivo non è soltanto una questione amministrativa. È una decisione che può avere effetti economici e giuridici rilevanti per lo studio o per la società odontoiatrica.
Le norme che disciplinano il Durc consentono all’impresa di mantenere la regolarità contributiva sia attraverso una corretta impugnazione sia attraverso una rateizzazione del debito. Tuttavia, le due strade rispondono a logiche completamente diverse e non possono essere considerate intercambiabili.
Prima di sottoscrivere una richiesta di rateazione è quindi opportuno comprendere se il debito sia effettivamente dovuto oppure se esistano elementi che giustifichino una contestazione. Una decisione assunta con eccessiva fretta per risolvere un problema immediato di liquidità o per mantenere il DURC potrebbe infatti compromettere la possibilità di difendersi successivamente.
Come spesso accade nella gestione d’impresa, la soluzione apparentemente più semplice non è sempre quella più conveniente. Anche in materia di DURC e rapporti con l’INAIL, una corretta valutazione preventiva può evitare errori difficili da correggere e consentire all’imprenditore di scegliere con consapevolezza la strategia più adatta alla propria situazione.
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