Marca da bollo nello studio dentistico

marca da bolloIn questo breve vademecum, rispondiamo alle domande più frequenti sull’utilizzo della marca da bollo nello studio dentistico, approfondendo anche il tema della marca da bollo virtuale. L’autore dell’articolo è Marco Cardillo, responsabile marketing di AlfaDocs, software gestionale per dentisti.

1. Su quali fatture va apposta la marca da bollo?

Come stabilito dall’art. 10 DPR, lo studio dentistico è tenuto ad apporre la marca da bollo da 2€ sulla copia originale (quella consegnata al paziente) delle fatture esenti IVA di importo superiore a 77,47€. Tra IVA e marca da bollo esiste un principio di alternatività: quando si paga l’una, non si paga l’altra. Nel caso in cui la fattura presenti sia importi soggetti ad IVA, sia importi non soggetti ad IVA, la marca da bollo va apposta solo se gli importi non soggetti a IVA superano i 77,47€.

2. Chi deve pagare la marca da bollo: lo studio o il paziente?

L’articolo 1199 del codice civile stabilisce che la marca da bollo è a carico del debitore, cioè del paziente. Ma, ai fini dell’obbligazione tributaria, la responsabilità ricade in solido su entrambe le parti.

3. Quali sono le sanzioni, nel caso di inadempienza?

Le sanzioni scattano, ad esempio, quando la marca da bollo non viene apposta sulla fattura, o quando la sua data è posteriore a quella di emissione della fattura. Le sanzioni hanno un importo che va dal doppio al quintuplo dell’imposta per ogni fattura sanzionata. Nei casi di inadempienza, la responsabilità ricade in solido sia sullo studio, sia sul paziente. Ad ogni modo, se lo studio consegna al paziente una fattura senza marca da bollo, il paziente ha 15 giorni di tempo per presentare la fattura all’Agenzia delle Entrate, pagando la dovuta imposta. Così facendo, il paziente è sollevato dal pagamento della sanzione.

4. In quali modi si può corrispondere l’imposta di bollo?

L’art. 3 del D.P.R. 642/1972 stabilisce che l’imposta di bollo può essere assolta in due modi: 1) pagando l’imposta a un intermediario convenzionato con l’Agenzia delle Entrate (ad esempio la tabaccheria), il quale rilascia l’apposito contrassegno da attaccare sulla fattura; 2) in modo virtuale (ne parliamo nella prossima domanda).

5. Qual è la procedura per assolvere l’imposta di bollo in modo virtuale?

L’Agenzia delle Entrate ha rilasciato una circolare, la N.16/E del 14 aprile 2015, descrivendo la procedura per ricorrere al bollo virtuale. Eccola:

  • come prima cosa, bisogna richiedere l’autorizzazione alla Direzione Provinciale;
  • assieme alla domanda di autorizzazione, bisogna presentare una dichiarazione con il numero di atti e documenti che si prevede di emettere e ricevere durante l’anno;
  • la Direzione Provinciale liquida l’imposta dovuta per il periodo che va dal giorno della domanda di autorizzazione al 31 dicembre dell’anno in corso. Il calcolo dell’imposta viene effettuato sulla base della dichiarazione del numero di atti e documenti descritta al punto precedente;
  • la Direzione Provinciale addebita al dentista la cifra dell’imposta, in rate bimestrali, fino al termine dell’anno in corso;
  • ogni anno, entro il 31 gennaio, il dentista deve presentare la dichiarazione degli atti e documenti effettivamente emessi durante l’anno precedente. Questa dichiarazione va presentata compilando questo modulo e inviandolo per via telematica all’Agenzia delle Entrate. Per effettuare l’invio è possibile utilizzare gratuitamente il software messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate;
  • una volta ricevuta la dichiarazione del dentista, la Direzione Provinciale imputa al dentista la differenza, a debito o credito, nella successiva rata bimestrale.

Si precisa che quest’articolo non rappresenta una fonte ufficiale sull’argomento. Per qualsiasi approfondimento, suggeriamo di rivolgersi al proprio commercialista.

Autore: Marco Cardillo

Marco Cardillo è responsabile Marketing di AlfaDocs, software gestionale in cloud per studi dentistici.

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