

Scudo penale medici prorogato fino al 2026: cosa prevede la norma, come funziona la limitazione alla colpa grave e perché la riforma della responsabilità sanitaria riguarda anche l’odontoiatria.

Con il decreto-legge c.d. Milleproroghe è stata disposta un’ulteriore proroga dello scudo penale per i medici e gli esercenti le professioni sanitarie, che resterà in vigore fino al 31 dicembre 2026. La misura, nata in via emergenziale durante la pandemia Covid-19, continua quindi a operare anche al di fuori di un contesto straordinario, in attesa di una riforma organica della responsabilità professionale sanitaria attualmente in discussione in Parlamento.
La proroga è contenuta nel decreto-legge approvato a fine 2025 e conferma un impianto normativo che limita la responsabilità penale del sanitario ai soli casi di colpa grave, quando l’evento lesivo si verifichi in condizioni operative particolarmente complesse. Si tratta di un intervento che, pur riguardando formalmente il diritto penale, ha riflessi pratici anche sull’organizzazione degli studi professionali, sulla gestione del rischio clinico e sul clima complessivo in cui il professionista sanitario è chiamato a operare.
Lo scudo penale, nella formulazione prorogata, prevede che l’esercente la professione sanitaria non sia punibile penalmente per colpa lieve, quando il fatto si verifica in situazioni caratterizzate da:
La norma richiama espressamente la necessità di valutare la condotta del professionista tenendo conto delle condizioni concrete in cui la prestazione è stata resa. Questo principio rappresenta un punto di continuità con l’impostazione già introdotta dall’articolo 590-sexies del codice penale, inserito dalla legge n. 24/2017 (legge Gelli-Bianco), ma ne rafforza l’effetto limitativo sul piano penale.
È importante chiarire che la proroga non elimina la responsabilità penale, ma la circoscrive ai casi di colpa grave, lasciando impregiudicata la responsabilità nei casi di dolo e, soprattutto, l’azione risarcitoria in sede civile, che continua a seguire regole autonome.
La proroga dello scudo penale medici non è un intervento isolato. Parallelamente, il Parlamento sta esaminando un disegno di legge di riforma complessiva della responsabilità professionale sanitaria, che mira a superare la logica delle proroghe annuali e a stabilizzare il quadro normativo.
Tra gli elementi centrali della riforma in discussione vi sono:
L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato, garantire una tutela effettiva del paziente; dall’altro, ridurre l’eccessiva esposizione del professionista al rischio penale, che negli anni ha alimentato il fenomeno della medicina difensiva.
Sebbene il dibattito pubblico si concentri spesso sulla sanità ospedaliera, lo scudo penale medici e la futura riforma della responsabilità sanitaria interessano anche l’odontoiatria, in quanto professione sanitaria a tutti gli effetti.
Per il dentista, il rilievo non è tanto nella frequenza dei procedimenti penali, quanto nel quadro culturale e giuridico in cui viene valutata la prestazione professionale. La distinzione tra colpa lieve e colpa grave, il peso attribuito alle linee guida e alle buone pratiche, e la considerazione del contesto organizzativo sono elementi che incidono anche:
È inoltre rilevante ricordare che la limitazione della responsabilità penale non riduce automaticamente il rischio civile, che resta governato dalle regole della responsabilità contrattuale ed extracontrattuale, con oneri probatori e risarcitori distinti.
La proroga dello scudo penale medici fino a tutto il 2026 segnala la difficoltà del legislatore nel trovare un equilibrio stabile tra esigenze diverse: tutela del paziente, sostenibilità del sistema sanitario e serenità operativa del professionista.
Dal punto di vista gestionale, per il dentista e per chi dirige strutture sanitarie, il messaggio è chiaro: la normativa penale può offrire un perimetro di maggiore protezione, ma non sostituisce una corretta organizzazione clinica, amministrativa e documentale dello studio o della struttura.
In attesa della riforma organica, la proroga rappresenta una misura di continuità che riduce l’incertezza sul breve periodo, ma non elimina la necessità di un approccio strutturato alla gestione del rischio professionale.
Fonte: https://ntplusdiritto.ilsole24ore.com/art/medici-prorogato-scudo-penale-parlamento-si-prepara-riforma-AIC2cmq
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