Esercente attività odontoiatrica, RIR ed Euratom 2020

La revisione completa di tutta la normativa sulla radioprotezione ha aperto alcuni interrogativi che a distanza di mesi non sono stati ancora risolti dalle fonti ufficiali. Abbiamo dunque ripreso in mano i contenuti della legge provando a dare una interpretazione obiettiva sulla questione della nomina a Responsabile dell’impianto radiologico e sulle caratteristiche che deve possedere l’Esercente che lo nomina. La funzione di guida spetterebbe ovviamente ad altri, quindi attendiamo che le nostre considerazioni vengano confermate o smentite nelle sedi opportune. Nel frattempo siamo tranquilli, i sindacati sono al lavoro …

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In questo articolo parliamo della relazione che intercorre tra Esercente dell’attività odontoiatrica e Responsabile dell’impianto radiologico ai fini dell’applicazione della nuova normativa Euratom anche sul territorio italiano.

Il 13 agosto 2020, all’indomani della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del DL 201/2020, abbiamo subito commentato su questo blog le novità del provvedimento di interesse per gli odontoiatri.

Molti aspetti sono parsi subito controversi e, come tanti altri, anche noi abbiamo confidato che nelle settimane successive le istituzioni provvedessero a chiarire con interpretazioni autentiche o circolari esplicative o, quantomeno, con pareri personali di qualche esperto del settore.

Non è avvenuto niente. Si sono anche riunite commissioni e tavoli tecnici. Pare che nessuno sia riuscito a risolvere i nodi che la normativa presentava.

In compenso qualche poveraccio in cerca di notorietà ha cercato di sbandierare risultati personali e di rivendicare presunti successi. Qualche associazione ha cercato di intestarsi meriti e vittorie politiche, altri ancora hanno finto di capire anche i passaggi più criptici, onde poi poter spiegare agli altri ciò che faceva comodo spiegare.

Il solito pollaio italiano, niente di nuovo.

Per questo motivo sentiamo il dovere di tornare sul tema per tentare, insieme, di chiarire almeno uno degli aspetti che ci sta a cuore sia come dentisti che come imprenditori del nostro studio: chi può essere incaricato del ruolo di responsabile dell’impianto radiologico in uno studio dentistico? Perché, alla fine, qualche decisione andrà pure presa, non possiamo continuare a mettere la testa sotto la sabbia.

Esercente: la figura chiave della norma

Nell’articolo precedente ci siamo dedicati quasi esclusivamente alla figura del Responsabile dell’Impianto Radiologico (RIR). La legge in questione infatti opera una revisione completa di tale figura e la inquadra come architrave portante di tutta la radioprotezione.

A distanza di qualche mese ci siamo resi conto, però, che il vero nodo da sciogliere non è tanto quello del RIR, quanto piuttosto quello dell’Esercente. L’Esercente nomina il RIR e proprio in funzione della natura dell’esercente si potrà optare o meno per una soluzione o l’altra tra quelle previste dalla norma.

Quindi in questo articolo ci dedichiamo ad approfondire di nuovo la materia con particolare attenzione nei confronti dell’Esercente l’attività odontoiatrica, rifacendoci, come sempre fedelmente, al dettato normativo o a definizioni ufficialmente riconosciute.

Facciamo un passo indietro e riprendiamo il RIR.

La definizione di responsabile dell’impianto radiologico

Il legislatore stesso ha provveduto a dare la definizione precisa del Responsabile dell’impianto radiologico. Nel titolo II, art. 7, comma 121 si scrive letteralmente quanto segue:

“Responsabile di impianto radiologico: il medico specialista in radiodiagnostica, radioterapia o medicina nucleare, individuato dall’esercente. Il responsabile di impianto radiologico può essere lo stesso esercente qualora questo sia abilitato quale medico chirurgo o odontoiatra a svolgere direttamente l’indagine clinica.  Può assumere il ruolo di responsabile di impianto radiologico anche il medico odontoiatra che non sia esercente, limitatamente ad attrezzature di radiodiagnostica endorale con tensione non superiore a 70 kV, nell’ambito della propria attività complementare.”

E’ fin da subito evidente come la figura del RIR e quella dell’Esercente siano intimamente legate tra loro da una relazione di causa ed effetto così stretta da poter configurare addirittura una sovrapposizione completa delle due figure.

Per capire bene cosa intende dire il legislatore affrontiamo una frase alla volta e vediamo cosa emerge da questa definizione.

  1. Il medico specialista in radiodiagnostica, radioterapia o medicina nucleare, individuato dall’esercente.
  2. Il responsabile di impianto radiologico può essere lo stesso esercente qualora questo sia abilitato quale medico chirurgo o odontoiatra a svolgere direttamente l’indagine clinica.
  3. Può assumere il ruolo di responsabile di impianto radiologico anche il medico odontoiatra che non sia esercente, limitatamente ad attrezzature di radiodiagnostica endorale con tensione non superiore a 70 kV, nell’ambito della propria attività complementare.

Identificare correttamente sia il Responsabile che l’Esercente

La prima frase rappresenta l’opzione più naturale e più scontata: trattandosi di radiologia è ovvio che il medico Specialista in Radiologia (o specialità equipollenti) sia il soggetto più indicato a ricoprire questo ruolo. Poiché la norma non si rivolge esclusivamente agli odontoiatri ma, anzi, è nata per regolamentare tutto il comparto sanitario, è anche naturale che tale previsione venga messa per prima. In sostanza quando l’Esercente nomina Responsabile un Radiologo il problema è risolto sempre, indipendentemente dalla natura dell’esercizio.

Nella seconda frase il legislatore ha sentito il bisogno di specificare che qualora l’Esercente stesso sia abilitato come medico chirurgo o odontoiatra a svolgere direttamente l’indagine clinica allora egli può ricoprire direttamente anche l’incarico di RIR. Non dobbiamo pensare che qui egli si rivolga necessariamente o esclusivamente agli odontoiatri. Ci sono molti altri casi di strutture sanitarie in cui medici non specialisti in radiologia detengono ed impiegano impianti radiologici. Pensiamo al caso di ambulatori ortopedici e traumatologici in cui l’ortopedico impiega apparecchi radiologici nello svolgimento delle indagini cliniche che è abilitato ad esercitare. Lo stesso vale per ambulatori ginecologici, oppure neurologici, ecc. In questo elenco, da sempre ci siamo anche noi dentisti (medici o odontoiatri che siamo, non è importante).

La norma sembra voler dire (e di fatto lo dice) che non vi è incompatibilità tra il ruolo di Esercente e quello di RIR e questo ha tre conseguenze importanti:

  1. Che il legislatore non ritiene che vi sia conflitto di interesse tra le due posizioni (quella di Esercente e quella di RIR)
  2. Che le competenze di uno specialista di branca specifica sono sufficienti a sovraintendere al corretto funzionamento ed impiego di apparecchiature radiologiche finalizzate a quella specifica branca specialistica.
  3. Che anche nel caso dei poliambulatori, dove tipicamente l’impiego degli apparecchi radiologici è multidisciplinare (o addirittura per conto terzi), l’eventuale possesso del titolo di specialista in radiologia da parte dell’esercente lo autorizza a ricoprire anche il ruolo di RIR, nonostante la maggiore complessità di attività rispetto ad un ambulatorio mono disciplinare.

Ora si tratta di capire se la forma con cui viene gestita la struttura in questione è critica o meno ai fini della identificazione e nomina del responsabile dell’impianto radiologico. Per fare ciò dobbiamo soffermarci più a fondo sulla precisa scelta delle parole fatta dal legislatore e sul loro significato.

La definizione di Esercente

Prendiamo il caso di uno studio dentistico tradizionale o di uno studio medico monospecialistico (es. ortopedico, ginecologo, pneumologo, ecc.). La coincidenza tra Esercente e RIR, come abbiamo visto, è esplicitamente prevista a condizione che l’esercente possieda i titoli. In questi casi l’Esercente coincide con il medico o dentista titolare dello studio. Quindi nessun problema.

Prendiamo ora il caso di una struttura sanitaria in forma societaria. In questo caso chi è l’Esercente? Il legislatore sembra aver previsto questa domanda, infatti si è premurato di dare anche una definizione di questo termine, casomai quelle disponibili sui dizionari non fossero sufficienti.

Secondo il dizionario Garzanti, Esercente è chi esercita un’arte, una professione, un’attività, oppure anche il gestore, anche se non proprietario, di un negozio o di un altro pubblico esercizio.

Secondo il dizionario Treccani, analogamente, esercente è chi esercita un’arte, una professione o altra attivitàlibero e., chi svolge un’attività commerciale in proprio, senza dipendere da un datore di lavoro. In partic., chi ha un negozio, spec. di generi alimentari, o conduce un bar, un caffè, un ristorante e sim.

Si potrebbe andare avanti con molte altre citazioni, così come rifarsi alle norme sugli obblighi previdenziali per gli esercenti, sulla accezione fiscale e contributiva degli esercenti, sulla coincidenza tra qualifica di esercente e qualifica di imprenditore prevista dal codice civile, arriveremmo sempre alla stessa conclusione finale: l’esercente è sempre un soggetto fisico ovvero una persona.

Perfino la Legge Gelli, che riforma i profili di responsabilità in ambito sanitario, prevede che: La struttura sanitaria o sociosanitaria pubblica o privata che, nell’adempimento della propria obbligazione, si avvalga dell’opera di esercenti la professione sanitaria, …

Nonostante ciò la definizione di esercente che sempre al titolo II, art. 7, comma 38, viene data dalla norma in questione introduce un piccolo allargamento di prospettiva, allo scopo di fare spazio (presumibilmente) all’esercizio della professione in forma societaria diretta previsto con la Stp.

Leggiamo infatti:

Esercente: una persona fisica o giuridica che ha la responsabilità giuridica ai sensi della legislazione vigente ai fini dell’espletamento di una pratica o di una sorgente di radiazioni.

Il Titolare della autorizzazione

È interessante notare come non bisogna confondere l’esercente con il titolare dell’autorizzazione all’esercizio, che nel caso di uno studio odontoiatrico (anche in forma societaria) è comunque obbligatoria.

Il legislatore infatti distingue nettamente questi due soggetti identificando con una apposita definizione anche il secondo.

Sempre nel titolo II, art. 7, al comma 151 viene data la seguente definizione di titolare dell’autorizzazione:

Titolare dell’autorizzazione: la persona fisica o giuridica alla quale è rilasciata l’autorizzazione che ha la rappresentanza legale e la responsabilità generale di un impianto nucleare o di un’attività o di un impianto connessi allo svolgimento di una pratica o alla gestione di combustibile esaurito o di rifiuti radioattivi.

Titoli, incarichi e responsabilità

Appare ora chiaro che la legge prevede almeno tre figure distinte:

  1. Il titolare dell’autorizzazione: ovvero il soggetto che chiede ed ottiene il permesso di avviare lo studio dentistico, detenere l’impianto radiologico e svolgere una pratica;
  2. L’Esercente: ovvero il soggetto che ha la responsabilità giuridica penalmente rilevante ai sensi della legge stessa;
  3. Il responsabile dell’impianto radiologico: ovvero uno specialista in radiologia nominato dall’Esercente o l’Esercente stesso se possiede i titoli abilitativi allo svolgimento delle attività diagnostiche.

Dunque ora si pone la domanda: in una società di capitali come si identificano correttamente queste tre figure? In particolare, dato il ruolo critico dell’Esercente inteso come colui che ha la responsabilità giuridica ai fini dell’espletamento di una pratica o di una sorgente di radiazioni, come identificarlo correttamente?

E’ lo stesso legislatore a dirci quali sono le responsabilità connesse all’espletamento di una pratica o di una sorgente di radiazioni, dal momento che questa stessa legge disciplina anche il tema delle responsabilità.

Apparato sanzionatorio

Le previsioni sanzionatorie di natura penale sono contenute all’interno del Titolo 16, capo 1 della legge. In particolare quelle di interesse odontoiatrico sono descritte nell’art. 213, dove, a proposito dell’Esercente si legge quanto segue ai commi 4 e 5:

  1. L’esercente che, in violazione dell’articolo 163, comma 12, non adotta gli interventi correttivi sulle attrezzature medico-radiologiche o non provvede alla loro dismissione è punito con l’arresto da sei mesi ad un anno o con l’ammenda da euro 10.000,00 ad euro 30.000,00.
  2. L’inosservanza della disposizione di cui all’articolo 163, comma 13, è punita con l’arresto da nove mesi ad un anno o con l’ammenda da euro 20.000,00 ad euro 40.000,00.

Ora abbiamo abbastanza elementi per ricostruire tutti i profili richiesti dal legislatore all’interno delle varie configurazioni giuridiche degli studi dentistici, organizzati sia intorno alla figura del professionista sia intorno ad una formula societaria.

Studio dentistico tradizionale

In uno studio dentistico tradizionale l’autorizzazione all’esercizio è rilasciata direttamente al professionista che la richiede. Costui dunque è contemporaneamente il titolare della autorizzazione e l’esercente in quanto colui che ha la responsabilità penale ai fini dell’espletamento della pratica.

Egli potrà decidere di nominare se stesso RIR poiché ne possiede le abilitazioni previste, finendo per incarnare contemporaneamente tutte e tre le funzioni descritte. In questo caso non avrà limitazioni nella detenzione e nell’impiego di apparecchi radiologici in base alla loro tensione elettrica (endorali, opt e cbct).

Qualora il Titolare dello studio ed Esercente dello stesso decidesse invece di nominare RIR un soggetto diverso da sé (magari per attenuare il proprio profilo di responsabilità) avrà dunque due opzioni:

  1. Nominare un terzo specialista in radiologia (o equipollente), senza avere alcuna limitazione nell’uso delle apparecchiature.
  2. Nominare un terzo odontoiatra, scontando la limitazione sull’uso delle sole apparecchiature inferiori ai 70 mv (quindi solo endorali e non Opt e Cone Beam).

Srl Odontoiatrica ed Esercente

In una Srl odontoiatrica l’autorizzazione è rilasciata alla società stessa che dunque risulta Titolare dell’autorizzazione.

Per quanto riguarda l’Esercente, secondo le definizioni già viste e considerata la natura penale di tale responsabilità, è indubbio che debba essere ricondotto alla figura del suo legale rappresentante o amministratore.

Qui si aprono due scenari diversi a seconda che tale amministratore (l’Esercente) sia un odontoiatra oppure no:

  • Nel primo caso vale quanto già detto a proposito dello studio tradizionale. In quanto Esercente abilitato egli potrà assumere in proprio il titolo di RIR (senza alcuna limitazione nell’impiego degli apparecchi) oppure affidarlo all’esterno (con eventuali limitazioni se affidato ad odontoiatra e non a radiologo).
  • Nel secondo caso egli sarà costretto a nominare un terzo soggetto esterno con le casistiche e le limitazioni già citate a seconda che sia un Radiologo oppure un Odontoiatra.

STP Odontoiatrica ed Esercente

Come sempre la Stp Odontoiatrica, data la sua natura giuridica ambigua, presenta profili di incertezza interpretativa maggiori. Proviamo comunque a tratteggiare un quadro.

Sotto il profilo autorizzativo la Stp si comporta come una Srl normale, quindi il Titolare dell’autorizzazione coincide con la Società stessa.

Sulla figura dell’Esercente abbiamo qualche dubbio dal momento che, se da una parte la Stp possiede un amministratore come le Srl ordinarie, dall’altra la natura personalistica della società (come dimostra per esempio la sua imperfetta autonomia patrimoniale) non permette di escludere al 100% che le eventuali responsabilità penali possano essere ricondotte ai soci della stessa.

Se questa nostra interpretazione fosse corretta una Stp sarebbe al contempo Titolare dell’autorizzazione ed Esercente, anche forte del fatto che il soggetto (per quanto giuridico, ma a forte componente personalistica) è iscritta in prima persona all’Albo degli Odontoiatri. Ora si tratta di capire se per il legislatore l’iscrizione all’Albo degli Odontoiatri comporti ipso facto l’assolvimento del requisito previsto per l’assunzione contemporanea anche del titolo di RIR, che a tenore di norma deve essere abilitato quale medico chirurgo o odontoiatra a svolgere direttamente l’indagine clinica.

Probabilmente saranno i giudici a dirimere questo pasticcio che intreccia tra loro molte leggi diverse ciascuna delle quali presenta ampi margini di dubbio e di discrezionalità interpretativa.

Se passasse invece una linea meno personalistica della Stp e quindi più vicina a quella delle società di capitali, varrebbe quanto già detto a proposito delle Srl odontoiatriche.

Nel primo caso la Stp porterebbe a casa il vantaggio del cumulo delle cariche ma anche il peso di eventuali responsabilità in capo ai soci. Nel secondo caso la Stp non avrebbe alcun significativo vantaggio rispetto alle Srl ordinarie senza poter scongiurare comunque il rischio precedente. Una scelta perdente in tutti i casi.

Conclusioni sull’Esercente e il RIR

In estrema sintesi per il legislatore se l’amministratore della società, in quanto Esercente e penalmente responsabile, possiede l’abilitazione all’esercizio per l’esecuzione dell’indagine clinica, allora può assumere anche il ruolo di RIR. Nel caso in cui l’amministratore della società fosse invece un soggetto laico, sarebbe un Esercente con responsabilità giuridica ma privo dei titoli professionali necessari per assumere l’incarico di responsabile dell’impianto radiologico.

Di fatto il vero portato novativo di questa legge è rappresentato, per l’odontoiatria, dall’obbligo per le società odontoiatriche in cui il dentista non sia amministratore e quindi esercente di essere obbligati a nominare un radiologo come RIR se si possiedono apparecchi per ortopantomografia, teleradiografia del cranio o cbct.

Egoisticamente parlando questa discriminazione tra società di medici e società di imprenditori laici potrebbe anche farci piacere. Ma non possiamo non considerare come gli imprenditori della sanità e dell’odontoiatria in particolare hanno in già in organico specialisti in radiologia e non rappresenta per loro uno svantaggio competitivo doverli nominare responsabili dell’impianto radiologico, essendo una consuetudine diffusa ovunque.

Qualora il legislatore dovesse invece considerare la norma in modo più restrittivo di quanto abbiamo fatto noi in questa sede, questo potrebbe rappresentare un vero vulnus per i professionisti organizzati in forma di impresa, con buona pace dei successi sindacali sbandierati e rivendicati dai nostri rappresentanti di categoria all’indomani della pubblicazione della legge.

I dentisti organizzati in forma di impresa sapranno chi ringraziare di questo regalo.

Autore: Gabriele Vassura

Medico Chirurgo, Odontoiatra, Specialista in Ortopedia e Traumatologia, Specialista in Ortognatodonzia. Socio Fondatore, Amministratore Unico e Direttore Sanitario di Dental Care srl. Managing Partner di Studio Associato Vassura. Owner del Blog www.dentistamanager.it

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