La Risposta n. 148/2025 dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il conferimento dello studio professionale in una SRL odontoiatrica beneficia della neutralità fiscale prevista dall’art. 177-bis del TUIR, non essendo più limitato alle sole STP. Questo apre nuove opportunità per i dentisti che vogliono riorganizzare la propria attività in forma societaria, purché rispettino i requisiti normativi e documentali.

Il conferimento dello studio professionale in una società rappresenta una delle operazioni straordinarie più delicate per i professionisti sanitari, odontoiatri inclusi. Si tratta, infatti, di una scelta strategica che consente di riorganizzare l’attività, favorire la crescita e rispondere a esigenze di tipo gestionale, fiscale e organizzativo.
In questo scenario, l’articolo 177-bis del TUIR disciplina la neutralità fiscale dei conferimenti di studi professionali in società per l’esercizio di attività professionali regolamentate nel sistema ordinistico. Questo significa, in sostanza, che non si genera una plusvalenza imponibile quando il professionista conferisce il proprio studio in una società, a patto di rispettare determinate condizioni.
Tuttavia, fino ad oggi, l’interpretazione prevalente riteneva che tale neutralità fiscale potesse applicarsi solo ai conferimenti verso le STP (Società tra Professionisti) previste dall’art. 10 della Legge n. 183/2011, e non alle SRL odontoiatriche, che, pur svolgendo attività professionale, hanno una struttura societaria di tipo “commerciale”.
La recente Risposta n. 148_2025 dell’Agenzia delle Entrate cambia radicalmente prospettiva: l’Agenzia ha chiarito, infatti, che anche le SRL odontoiatriche — purché esercitino attività professionale regolamentata nel sistema ordinistico e rispettino i requisiti di legge — possono beneficiare del regime di neutralità fiscale previsto dall’articolo 177-bis del TUIR.
Questa interpretazione rappresenta un passo importante verso la semplificazione fiscale e la valorizzazione delle forme societarie nell’ambito odontoiatrico, superando le precedenti incertezze interpretative e offrendo nuove opportunità ai professionisti del settore.
La Risposta n. 148_2025 dell’Agenzia delle Entrate è nata da un’istanza di interpello presentata da un’associazione professionale odontoiatrica, che intendeva effettuare il conferimento dello studio professionale in una SRL odontoiatrica. L’istanza chiedeva se tale conferimento potesse beneficiare della neutralità fiscale prevista dall’art. 177-bis del TUIR.
L’Agenzia delle Entrate ha esaminato attentamente la questione, evidenziando che il conferimento dello studio professionale è disciplinato dall’art. 177-bis del TUIR, il quale prevede la possibilità di realizzare l’operazione in regime di neutralità fiscale, evitando cioè la tassazione delle plusvalenze. Questo vale sia per le STP previste dall’art. 10 della Legge n. 183/2011, sia — ed è questa la vera novità interpretativa — per altre società per l’esercizio di attività professionali regolamentate nel sistema ordinistico, comprese quindi le SRL odontoiatriche.
L’Agenzia ha chiarito che la finalità della norma è quella di favorire l’aggregazione e la riorganizzazione degli studi professionali, semplificando il passaggio verso forme societarie più strutturate e competitive, purché l’attività esercitata sia professionale e regolamentata. Pertanto, anche il conferimento dello studio professionale in una SRL odontoiatrica rispetta i requisiti di legge per beneficiare del regime di neutralità fiscale.
Secondo l’Agenzia, è determinante che la società ricevente (la SRL odontoiatrica) eserciti effettivamente l’attività professionale odontoiatrica, rispettando i requisiti previsti dalla Legge n. 124/2017 e dalla normativa di settore. Inoltre, è fondamentale che il conferimento riguardi un “complesso unitario” di beni, comprensivo di tutti gli elementi materiali e immateriali necessari per l’esercizio dell’attività.
Questo pronunciamento rappresenta un passaggio chiave per chi intende effettuare il conferimento dello studio professionale e costituisce un importante punto di riferimento per i dentisti che vogliono avvalersi delle opportunità offerte dalla normativa fiscale.
Per beneficiare del regime di neutralità fiscale nel conferimento dello studio professionale in una SRL odontoiatrica, l’Agenzia delle Entrate ha ribadito alcune condizioni essenziali. La prima riguarda la natura del conferimento stesso: deve trattarsi di un complesso unitario di beni e rapporti giuridici, organizzato per l’esercizio dell’attività professionale odontoiatrica. Questo significa che il conferimento deve comprendere non solo i beni materiali (come arredi, strumenti e attrezzature) ma anche gli elementi immateriali (software, contratti, clientela) che costituiscono l’avviamento dello studio.
Un altro aspetto cruciale è che la società conferitaria — in questo caso la SRL odontoiatrica — deve essere effettivamente destinata all’esercizio dell’attività professionale odontoiatrica. Il conferimento dello studio professionale deve quindi tradursi in una continuità operativa, senza interruzioni o modifiche sostanziali dell’attività.
Inoltre, è importante che la SRL odontoiatrica rispetti tutte le disposizioni normative di settore, a partire dalla Legge n. 124/2017 (articolo 1, commi 153 e seguenti), che disciplina le modalità di esercizio dell’attività odontoiatrica da parte delle società. In particolare, la presenza di un direttore sanitario iscritto all’albo degli odontoiatri e di personale abilitato rappresenta un requisito imprescindibile per garantire la corretta esecuzione dell’attività sanitaria e per mantenere il conferimento dello studio professionale all’interno del perimetro regolamentato dalla legge.
Infine, è opportuno ricordare che la neutralità fiscale opera solo se tutte le condizioni previste dall’articolo 177-bis del TUIR sono rispettate. È quindi fondamentale che il professionista — insieme ai propri consulenti — pianifichi con attenzione il conferimento dello studio professionale, documentando correttamente ogni passaggio e predisponendo la documentazione necessaria per dimostrare la sussistenza dei requisiti richiesti.
Quando si valuta il conferimento dello studio professionale, è essenziale distinguere tra le STP (Società tra Professionisti) e le SRL odontoiatriche. Queste due forme societarie presentano importanti differenze, sia sul piano giuridico sia su quello fiscale, che possono incidere sulle scelte strategiche del professionista.
Le STP, disciplinate dall’art. 10 della Legge n. 183/2011, sono società costituite esclusivamente per l’esercizio di attività professionali regolamentate, con una struttura che prevede la partecipazione esclusiva o prevalente di soci professionisti. La disciplina delle STP prevede specifici vincoli, come la necessità della maggioranza di soci professionisti sia per teste sia per quote, a garanzia del controllo dell’attività da parte dei professionisti stessi.
La SRL odontoiatrica, invece, nasce dal TULLSS e viene ripreso, in epoca più recente, dalla Legge n. 124/2017 (articolo 1, commi da 153 a 156) e consente l’esercizio dell’attività odontoiatrica anche in forma di società di capitale. In questo modello, non è richiesta l’iscrizione all’albo per la società in quanto tale, ma è fondamentale che il direttore sanitario sia iscritto all’albo degli odontoiatri e che le prestazioni odontoiatriche siano erogate da professionisti abilitati.
Dal punto di vista del conferimento dello studio professionale, entrambe le forme possono oggi beneficiare della neutralità fiscale prevista dall’art. 177-bis del TUIR, come confermato dalla Risposta n. 148/2025. Tuttavia, le STP restano più vincolate sotto il profilo della governance professionale, mentre le SRL odontoiatriche offrono maggiore flessibilità nella gestione societaria.
Questa distinzione è particolarmente importante per i dentisti che intendono procedere al conferimento dello studio professionale, poiché influisce sia sull’assetto organizzativo sia sulle responsabilità deontologiche e fiscali. Comprendere a fondo le differenze aiuta a scegliere la forma societaria più adatta alle proprie esigenze e a gestire correttamente l’operazione di conferimento.
Il conferimento dello studio professionale in una SRL odontoiatrica, come riconosciuto dalla Risposta n. 148_2025 dell’Agenzia delle Entrate, offre nuove opportunità per i dentisti che desiderano riorganizzare la propria attività in modo più strutturato e flessibile. Tuttavia, per sfruttare appieno il regime di neutralità fiscale previsto dall’art. 177-bis del TUIR, è fondamentale pianificare correttamente l’operazione e rispettare tutte le condizioni previste dalla normativa.
Verifica del complesso unitario
Prima di procedere, è necessario individuare con precisione tutti gli elementi che costituiscono il complesso unitario dell’attività professionale:
Esempio pratico: Il Dott. Rossi, odontoiatra titolare di uno studio avviato, decide di conferire lo studio professionale in una SRL odontoiatrica. Nel conferimento include:
Grazie a questa pianificazione, l’operazione può essere fiscalmente neutra, evitando la tassazione immediata delle plusvalenze.
Per rispettare la neutralità fiscale, il conferimento dello studio professionale deve garantire la continuità dell’attività professionale all’interno della società odontoiatrica. Questo significa che l’attività odontoiatrica deve essere effettivamente esercitata dalla SRL odontoiatrica con i requisiti di legge:
Esempio pratico: Dopo il conferimento dello studio professionale, il Dott. Rossi prosegue l’attività odontoiatrica come socio e professionista all’interno della SRL odontoiatrica. Il direttore sanitario nominato è regolarmente iscritto all’albo, e tutti i collaboratori continuano a erogare prestazioni odontoiatriche.
Il conferimento dello studio professionale deve essere documentato con precisione. È consigliabile:
In questo modo si evitano contestazioni e si tutela l’applicazione del regime di neutralità fiscale.
Un ulteriore strumento utile per completare correttamente il conferimento dello studio professionale è la redazione di una perizia di stima del valore dell’avviamento e degli altri beni conferiti, a cura di un professionista abilitato (ad esempio un revisore contabile, un dottore commercialista o un esperto indipendente).
La perizia rappresenta una garanzia di terzietà e di corretta valorizzazione del complesso aziendale, soprattutto quando il conferimento include beni immateriali come l’avviamento o la clientela.
Esempio pratico: Il Dott. Rossi incarica un revisore contabile di redigere una perizia di stima per il conferimento dello studio professionale nella SRL odontoiatrica. La perizia attribuisce un valore equo e documentato all’avviamento, ai beni materiali e ai contratti, consentendo di registrare correttamente l’aumento di capitale della società e rafforzando la posizione fiscale in caso di accertamenti.
Redigere una perizia accurata significa dare maggiore solidità e trasparenza all’operazione, prevenendo contestazioni e facilitando l’eventuale verifica da parte dell’Amministrazione finanziaria.
Il conferimento dello studio professionale in una SRL odontoiatrica non è solo un’operazione fiscale neutra, ma può avere anche un importante valore finanziario per le casse personali del dentista, soprattutto in relazione all’avviamento.
Quando il dentista conferisce lo studio professionale in una società, trasferisce anche il valore dell’avviamento (cioè la capacità dello studio di generare utili nel tempo grazie alla clientela e alla reputazione). Fiscalmente, grazie alla neutralità dell’articolo 177-bis del TUIR, questo trasferimento non genera immediatamente alcuna tassazione: il dentista riceve in cambio quote societarie di pari valore fiscale, senza dover pagare imposte sulla plusvalenza latente.
Ma qual è il vantaggio finanziario?
Monetizzazione futura dell’avviamento
Nel momento in cui il dentista conferisce lo studio professionale, l’avviamento confluisce nel capitale della SRL odontoiatrica, diventando parte integrante del valore delle quote. Queste quote possono essere cedute in un secondo momento a terzi (altri dentisti, società di investimento, fondi di settore) generando un capitale in contanti.
Esempio pratico: Il Dott. Rossi conferisce il proprio studio professionale nella sua SRL odontoiatrica, attribuendo un valore di avviamento di 500.000 euro. Questo valore entra nel patrimonio della società come capitale sociale o riserva. In futuro, se il Dott. Rossi decidesse di cedere le quote della società, il valore dell’avviamento sarà incorporato nel prezzo di vendita. In base al regime fiscale vigente, la plusvalenza da cessione di partecipazioni potrebbe beneficiare dell’esenzione (participation exemption o PEX) se sono rispettati i requisiti di legge, riducendo o azzerando l’imposizione fiscale sul ricavato.
Questa operazione consente al dentista di trasformare un avviamento “intangibile” in liquidità, rinviando l’imposizione fiscale (se applicabile) al momento della cessione delle quote societarie e, in alcuni casi, usufruendo di un regime agevolato.
Vantaggio patrimoniale
Il conferimento dello studio professionale in una SRL odontoiatrica crea quindi un “contenitore” patrimoniale che può facilitare la pianificazione patrimoniale, la successione, la liquidazione dell’attività o la ricerca di investitori.
In sintesi, il conferimento dello studio professionale rappresenta non solo un’operazione di riorganizzazione, ma anche un’operazione finanziaria che, gestita correttamente, può trasformarsi in una fonte di reddito posticipata, fiscalmente vantaggiosa e strategica per il dentista.
La Risposta n. 148/2025 dell’Agenzia delle Entrate rappresenta un passaggio fondamentale per i professionisti odontoiatri che intendono effettuare il conferimento dello studio professionale in una SRL odontoiatrica. Questo chiarimento elimina le incertezze interpretative che fino a oggi avevano limitato la possibilità di accedere al regime di neutralità fiscale previsto dall’art. 177-bis del TUIR, consentendo ora di estendere tale agevolazione anche alle SRL odontoiatriche che rispettino le condizioni di legge.
In pratica, il conferimento dello studio professionale non genera plusvalenze imponibili, favorendo così la continuità dell’attività e agevolando la riorganizzazione aziendale in forma societaria. Questa possibilità è particolarmente interessante per i dentisti che vogliono strutturare la propria attività in maniera più solida, anche dal punto di vista gestionale e fiscale.
Tuttavia, è fondamentale pianificare attentamente l’operazione, rispettando i requisiti tecnici e sostanziali:
In questo contesto, il conferimento dello studio professionale diventa uno strumento strategico per lo sviluppo della professione odontoiatrica, consentendo ai dentisti di crescere, investire e innovare nel pieno rispetto delle regole fiscali e deontologiche.
In definitiva, la neutralità fiscale riconosciuta dall’Agenzia delle Entrate apre nuove prospettive ai professionisti, ma richiede una gestione consapevole e responsabile di tutti gli adempimenti: un’occasione da cogliere, ma solo con la giusta attenzione e l’assistenza di professionisti qualificati.
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