Fattura inviata per mail: e il bollo?

fattura inviata per mailNel caso di fattura inviata per mail al paziente, come fare ad evadere l’imposta di bollo?

Dopo il grande interesse suscitato dall’articolo sulla marca da bollo sulla fattura, raccolgo un interessante commento del Dott. Carmelo Lo Bello, commercialista specializzato in ambito sanitario.

Di seguito i suoi suggerimenti.

Obblighi inerenti la marca a bollo sulla fattura

Sia lo studio Medico che quello Odontoiatrico sono tenuti ad apporre la marca da bollo su tutte le parcelle emesse per prestazioni di diagnosi e cura; tali parcelle risultano esenti da iva come dall’art.10 DPR 633/72.

Il bollo va applicato da chi emette la parcella, sul documento originale, se il suo importo per la prestazione supera i 77,47 €. Ad oggi la marca da bollo, da apporre alla parcella, è di 2 euro.

Come si può ottemperare alla marca da bollo sulla fattura?

Vi sono due modalità con cui si può corrispondere l’imposta sul bollo:

  1. l’acquisto del contrassegno (Marca da Bollo) nelle ricevitorie autorizzate (tabaccherie)
  2. previa autorizzazione da parte della Agenzia delle Entrate, effettuando il versamento con acconti bimestrali a mezzo F24 in base al numero delle parcelle emesse. Se si segue questa procedura nella parcella verrà esposta la dicitura “Imposta di bollo assolta in modo virtuale ex DM 17/06/2014”.

Nel caso di fattura inviata per mail chi è responsabile del bollo?

La responsabilità per la mancata e/o non corretta apposizione del bollo è solidale, quindi ricade sia sul medico emittente che sul cliente percipiente.

Questo indipendentemente dalla modalità con la quale la fattura viene emessa o inviata al paziente.

Come si applica il bollo nel caso di fattura inviata per mail?

Negli ultimi tempi, il medico e l’odontoiatra si trovano spesso ad inviare per email le parcelle ai propri pazienti.

fattura inviata per mail
Il codice identificativo della marca da bollo

In questo caso, per rimanere fedeli alle disposizioni fiscali, è necessario:

  • Annotare sulla parcella emessa il numero del contrassegno (l’identificativo della marca da bollo, ovvero il numero seriale riportato sulla marca stessa)
  • Annullare il contrassegno, in originale, barrandolo con due righe trasversali e la dicitura annullato tra le stesse
  • Conservare, il contrassegno annullato; si consiglia, per questioni pratiche il consiglio migliore è quello di predisporre un foglio recante la dicitura del mese e dell’anno di emissione della parcella, attaccando nello stesso, in ordine di uso, tutti i contrassegni annullati.

Questa procedura, che anticipa i tempi di trasmissione delle parcelle, assolve il dettato dall’art. 24 del DPR 642/72 e successive modifiche. Anche se questa procedura non è normata, dovrebbe essere accettata dall’agenzia delle entrate in quanto non vi è evasione.

Ringrazio il Dott. Lo Bello per questo semplice ma utilissimo chiarimento.

 

Autore: Gabriele Vassura

Medico Chirurgo, Odontoiatra, Specialista in Ortopedia e Traumatologia, Specialista in Ortognatodonzia. Socio Fondatore, Amministratore Unico e Direttore Sanitario di Dental Care srl. Managing Partner di Studio Associato Vassura. Owner del Blog www.dentistamanager.it