Le polizze di copertura rischi non professionali per il professionista

Chi fa il professionista, soprattutto se nel proprio nucleo familiare è l’unico percettore di reddito, è sottoposto ad una particolare tipologia di rischi, come ogni lavoratore autonomo.

In particolare, il rischio maggiormente sensibile è quello legato agli effetti di un infortunio e di una malattia che possono comportare, oltre che la morte o l’invalidità permanente nel peggiore dei casi, anche il fermo delle attività per un periodo di tempo più o meno prolungato.

Se il lavoratore autonomo non può lavorare, non solo spende per curarsi e per guarire ma neanche guadagna.

Capite che si tratta di circostanze assai pericolose se l’autonomo è l’unico a portare il reddito in famiglia.

Eppure, si tratta di uno dei rischi più sottostimati dal professionista medio in Italia.

Esistono sostanzialmente due tipi di coperture utili a mitigare gli effetti di questi eventi: la polizza infortuni e quella malattie.

La prima cosa che mi sento di consigliarvi è quella di evitare polizze multirischi (polizze cioè che assommano le coperture di entrambe le coperture di cui sopra).

Quasi sempre, si tratta di polizze le cui coperture sono sub-ottimali rispetto alle necessità del professionista, che andremo ad analizzare nel prosieguo.

E che costano anche più di quanto possa sembrare, proprio perché magari, ad una lettura attenta e tecnica, offrono poco e costano molto.  Si fanno, molto spesso, per impedire ai non addetti ai lavori di quotare bene il rischio e di effettuare confronti tra offerte di compagnie concorrenti.

E’ sempre il caso, quindi, di coprire ogni rischio con una polizza dedicata.

La seconda cosa che mi sembra opportuno consigliarvi è quella di scegliere sempre e solo compagnie assicurative pure, e di scegliere anche le più blasonate e affidabili con capitale sociale rilevante, evitando le offerte proposte dalle banche che veicolano polizze di compagnie facenti parte del proprio gruppo bancario, anche se costano meno. Anche in questo caso, si tratta quasi sempre di offerte per polizze sub-ottimali rispetto a quella che potreste ricevere da Compagnie pure.

In particolare, esiste poi la possibilità di coprirsi da questi rischi divenendo soci di quelle particolari cooperative di mutua assicurazione che – a differenza delle compagnie assicurative – non potranno disdettare la polizza finché siete in vita, anche in presenza di un aggravamento del rischio e nemmeno potranno escludere alcuni rischi dalla copertura ( a differenza di quanto accade con le compagnie assicurative che, appena l’assicurato incorre in una grave malattia, la escludono dalla copertura ).

Il problema con le mutue assicuratrici è quello di scegliere quella giusta. Meglio evitare alcuni operatori che recentemente si sono presentati sul mercato con sistemi di multi-level marketing e che arrivano a pagare alla rete di vendita fino al 50% o più del premio pagato dagli assicurati.

Impostazioni di questo genere non lasciano presagire nulla di buono ed è meglio lasciarle perdere.

Esistono invece mutue come la Cesare Pozzo e poche altre che hanno una storia e una presenza sul mercato ben più consolidata e convincente.

Fatte queste premesse, è intanto opportuno spiegarvi che la polizza per infortuni copre tutto quello che è legato all’infortunio e che vi costringe a rimanere fermi, in ospedale, in clinica privata o in convalescenza, per un tempo più o meno prolungato, a sottoporvi ad interventi chirurgici e riabilitativi, etc. etc.

Tale polizza è diversa da quella malattia anche se può portare ai medesimi effetti (chirurgia, riabilitazione, ospedalizzazione, convalescenza) in funzione dell’origine del danno. L’evento invalidante non è legato ad un infortunio ma appunto a una malattia. Ecco perché entrambe le coperture non dovrebbero mai mancare nel portafoglio di un professionista.

Molto spesso il professionista medico o odontoiatra conta sul fatto che una copertura per questi rischi è compresa nelle prestazioni assistenziali erogate da soggetti legati al proprio Ente Previdenziale. Ma è opportuno tenere presente che quasi mai queste coperture sono piene e si limitano quasi sempre ad offrire una copertura basica di primo livello.

Garanzie aggiuntive

Le garanzie aggiuntive che spesso mancano in queste ultime forme oltre che nelle polizze sottoscritte privatamente dai professionisti sono quelle che spesso si rivelano più importanti, quali la diaria e una diaria che sia in particolare congrua.

Chi deve restare fermo sul letto di ospedale o in convalescenza a casa ha interesse a vedersi riconoscere una somma giornaliera che sia in grado di compensarlo per la temporanea impossibilità di lavorare per lo stesso periodo.

Una cosa è l’invalidità, un’altra è le spese di ricovero e cura e un’altra ancora e la compensazione per il mancato lavoro. Quest’ultima per un professionista non dovrebbe essere inferiore ai 300 euro al giorno.

La presenza di tale garanzia è molto più importante di una maggiore copertura per rischi estremi o del fatto che siano coperte le cure odontoiatriche, eppure pochissimi sono quelli che la stipulano, principalmente per l’alto costo del premio.

Altra garanzia accessoria è quella che paga la retta di degenza della casa della cura e anche le spese richieste dalle stesse per un eventuale accompagnatore.

La copertura sanitaria deve prevedere poi non solo i grandi interventi ma anche quelli meno importanti.

Ricordate che le polizze serie richiedono sempre non solo il questionario anamnestico ma anche la visita medica preliminare. Inutile dirvi che è sempre il caso di dire la verità; in mancanza, la copertura può essere disconosciuta ex post.

Una copertura serie per un professionista di mezza età, con tutte le clausole accessorie che ho menzionato sia sulla infortuni che sulla sanitaria ha un costo abbastanza elevato (dai 6-7 mila anno in su) ma si tratta di una copertura che se bene fatta evita guai e la necessità di far fronte alle ingenti spese che conseguono ad un infortunio o ad una malattia gravi con risorse proprie.

E’ invece del tutto inutile o quasi spendere soldi per offrire lo stesso tipo di coperture ad altri membri del nucleo familiare, specie se lavorano come dipendenti.

Il vero rischio che va coperto bene e senza badare relativamente a spese è quello del professionista, che se non lavora non mangia.

Quasi sempre queste polizze prevedono anche una copertura caso morte e sarà allora il caso di verificare bene chi indicare come beneficiari caso morte sia sulla infortuni che sulla malattia: e in particolare se indicare gli stessi eredi legittimari o altri.

 

 

Autore: Pietro Paolo Mastinu

Sono Pietro Paolo Mastinu, ho 55 anni e mi sono laureato con lode in Economia e perfezionato in Discipline bancarie e finanziarie. Da allora ho dapprima lavorato presso un grande istituto di credito e poi sono passato alla libera professione, ricoprendo, oltre che il ruolo di consulente finanziario e patrimoniale, quello di manager di rete e formatore, conseguendo anche la certificazione EFPA e prestando la mia opera per banche di investimento tra le più importanti del settore. Sono stato anche un imprenditore sanitario e un amministratore di ambulatorio odontoiatrico e poi polispecialistico. Ho sempre continuato a studiare mentre lavoravo. Questa peculiare esperienza mi ha permesso di sviluppare competenze specifiche e una visione abbastanza ampia delle tematiche che riguardano il settore medico e in particolare di quello odontoiatrico. Un settore per cui mi è scattata ben presto una passione irrefrenabile.

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