

La cessione indiretta dello studio odontoiatrico attraverso SRL sanitarie e società odontoiatriche cambia radicalmente il modo di affrontare passaggio generazionale, exit strategy e monetizzazione del valore dello studio. Grazie all’art. 177-bis TUIR e alle recenti modifiche normative, il dentista può oggi pianificare la cessione delle partecipazioni evitando la tassazione IRPEF marginale tipica della cessione diretta dello studio professionale.

Nel passaggio generazionale dello studio odontoiatrico esiste da sempre un problema che il sistema fiscale italiano ha affrontato male e tardi.
Il dentista fondatore arriva spesso a fine carriera con due esigenze entrambe legittime: monetizzare il valore costruito in decenni di lavoro e consentire al figlio o comunque al proprio successore nell’attività stessa di proseguire quest’ultima senza dovergli trasferire automaticamente anche tutto il patrimonio professionale accumulato.
Per anni, tuttavia, la struttura fiscale delle operazioni ha reso questa prospettiva estremamente complicata.
Il semplice conferimento dello studio nella società, oggi disciplinato dall’art.177-bis del TUIR introdotto dal D.Lgs. nr. 192/2024, consente certamente di trasformare l’attività professionale in partecipazioni societarie in regime di neutralità fiscale. Vedi anche, ex multis: Conferimento dello studio professionale | Dentista Manager
Tuttavia, il conferimento, da solo, non risolve il problema principale: non genera liquidità. Il professionista continua ad avere valore “dentro” la società senza realizzare una vera exit patrimoniale. Ed è qui che emerge il tema reale che moltissimi dentisti affrontano quando iniziano a progettare seriamente il proprio futuro.
Può il titolare monetizzare il valore dello studio senza subire una tassazione IRPEF marginale sul corrispettivo e, nello stesso tempo, consentire la continuità dell’attività al figlio o ai collaboratori interni?
Fino a poco tempo fa, la risposta era estremamente incerta. La cessione diretta dello studio professionale produce infatti reddito di lavoro autonomo tassato con aliquote progressive IRPEF che possono superare il 43%. In pratica, il sistema trattava la monetizzazione finale di una vita professionale come se fosse semplice reddito corrente.
Per questo motivo la crescente attenzione verso la cessione indiretta dello studio attraverso SRL sanitarie e società odontoiatriche rappresenta una svolta molto più importante di quanto appaia.
Il meccanismo è noto: il professionista conferisce lo studio nella società e successivamente cede le partecipazioni. La conseguenza fiscale cambia radicalmente, perchè il guadagno derivante dalla vendita delle quote viene attratto nell’ambito dei capital gain e sconta l’imposta sostitutiva del 26%.
La vera novità, però, non è soltanto fiscale. E’ sistematica.
Con il D.L.nr. 84/2025 il legislatore è intervenuto inserendo il comma 4-bis nell’art. 177 bis TUIR, chiarendo espressamente che il conferimento seguito dalla cessione delle partecipazioni non costituisce operazione abusiva ai sensi dell’art. 10-bis dello Statuto del Contribuente.
Si tratta di un passaggio decisivo perchè, fino ad oggi, il vero timore era che l’Agenzia delle Entrate potesse riqualificare queste operazioni sostenendo che la vendita delle quote rappresentasse in realtà una cessione mascherata dello studio professionale finalizzata esclusivamente al risparmio fiscale.
Ed invece il sistema normativo sta andando in una direzione opposta.
L’Amministrazione finanziaria e il legislatore sembrano ormai prendere atto di una realtà economica evidente: lo studio odontoiatrico moderno non è più soltanto prestazione personale del professionista ma anche organizzazione, struttura, personale, processi, brand e valore patrimoniale autonomamente identificabile.
E questo cambia completamente il modo di affrontare il passaggio generazionale.
Perchè il dentista oggi può finalmente immaginare operazioni che fino a pochi anni fa erano considerate fiscalmente troppo rischiose o economicamente inefficienti. Può monetizzare il valore costruito nel tempo, pianificare gradualmente il proprio disimpegno, riequilibrare il patrimonio familiare tra più eredi e consentire al successore di entrare nello studio senza dover necessariamente ricevere gratuitamente anche tutto il valore economico accumulato dal fondatore.
Nel settore odontoiatrico questa evoluzione era probabilmente inevitabile. Le SRL sanitarie operano ormai da anni come vere strutture organizzate e il mercato ha già da tempo superato l’idea dello studio professionale come attività esclusivamente personale e non trasferibile.
La fiscalità, semplicemente, sta iniziando ad adeguarsi alla realtà. Gli unici a non volerlo capire sono i vecchi trinariciuti che ancora troviamo nelle associazioni odontoiatriche principali e negli ordini. Insieme ai loro vari leccapiedi, naturalmente.
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