

L’Antitrust torna a occuparsi delle professioni sanitarie e richiama il Governo a non ampliare il ruolo regolatorio degli Ordini. Abbiamo letto il parere originale: al di là delle polemiche, contiene spunti che meritano una riflessione.

Ogni volta che l’Antitrust si occupa delle professioni ordinistiche, il dibattito si accende rapidamente. È accaduto anche questa volta, dopo il parere reso dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sul disegno di legge delega in materia di professioni sanitarie. (vd. Antitrust e Ordini 2026)
Le reazioni della FNOMCeO e della Commissione Albo Odontoiatri sono state immediate. I presidenti Filippo Anelli e Andrea Senna hanno espresso “rammarico e sconcerto”, sostenendo che la tutela della salute non possa essere subordinata alle logiche del mercato.
Una posizione certamente legittima.
Ma, come spesso accade, vale la pena dedicare qualche minuto alla lettura del documento originale.
La prima sorpresa è che il parere dell’Antitrust non è affatto una bocciatura del disegno di legge. Al contrario, l’Autorità esprime una valutazione favorevole su numerosi aspetti della riforma, apprezzando, tra l’altro, il rafforzamento della formazione specialistica, la valorizzazione delle competenze professionali e le misure destinate a migliorare l’efficienza organizzativa del Servizio sanitario nazionale.
Le osservazioni riguardano, invece, un tema molto preciso.
Secondo l’AGCM, nell’attuazione della delega occorre evitare che agli Ordini professionali vengano attribuite ulteriori funzioni di regolazione del mercato professionale. Il parere afferma infatti che è opportuno «evitare che il ruolo degli ordini professionali venga ampliato ad ambiti quali la programmazione dei fabbisogni, la formazione continua, la certificazione delle competenze e, più in generale, la regolazione dell’accesso alle professioni e alle specializzazioni sanitarie», poiché ciò potrebbe determinare «una concentrazione di funzioni rappresentative e regolatorie» con «possibili effetti restrittivi della concorrenza e dell’accesso al mercato».
È difficile non riconoscere che questa sia, semplicemente, la prospettiva propria dell’Autorità Antitrust.
Del resto, la stessa AGCM precisa che gli Ordini continuano a svolgere un ruolo essenziale di «supporto tecnico, deontologico e di garanzia pubblicistica». Ciò che suggerisce è soltanto di mantenere distinte tali funzioni dalle decisioni relative alla programmazione dei fabbisogni, alle politiche del lavoro e agli assetti organizzativi del Servizio sanitario nazionale.
Il richiamo non nasce da un’opinione estemporanea dell’Autorità, ma dall’applicazione del decreto legislativo n. 142 del 2020, che recepisce la direttiva europea sul cosiddetto “test di proporzionalità”. Il principio è semplice:
ogni restrizione all’accesso o all’esercizio di una professione regolamentata deve essere necessaria, proporzionata e giustificata da un interesse generale.
Naturalmente ciascuno può avere la propria idea sul punto.
Si può ritenere opportuno ampliare ulteriormente il ruolo degli Ordini oppure condividere le cautele espresse dall’Autorità. Ciò che appare meno discutibile è che l’Antitrust abbia fatto esattamente ciò che il legislatore le chiede di fare: verificare se le future regole possano introdurre restrizioni non necessarie all’accesso o all’esercizio delle professioni.
In fondo, sarebbe stato più sorprendente il contrario.
Per questo, al di là delle inevitabili contrapposizioni istituzionali, il vero invito rivolto ai professionisti è forse un altro: leggere il parere prima dei comunicati. Perché, qualche volta, le sfumature contenute nei documenti ufficiali sono più interessanti delle polemiche che inevitabilmente li seguono.
Il tuo carrello è vuoto.
Benvenuto su www.dentistamanager.it.
Ti preghiamo di prendere nota e rispettare le informazioni di seguito riportate che regolano l'utilizzo del nostro sito e dei materiali pubblicati e a cui sono soggetti i servizi forniti; l’accesso alle pagine del sito web implica l’accettazione delle seguenti condizioni.
Diritto d’autore
Tutto il materiale pubblicato sul sito ed il sito stesso, compresi testi, illustrazioni, fotografie, progetti, cataloghi, grafici, loghi, icone di pulsanti, immagini, clip audio, software, contenuti del blog, articoli di approfondimento, strutturazione dei corsi (in generale, il "Contenuto" del sito), è coperto da diritto d'autore.
La legislazione italiana ed internazionale in materia di diritti d'autore e marchi tutela il contenuto e il sito in generale.
La riproduzione dei materiali contenuti all'interno del sito, con qualsiasi mezzo analogico o digitale, è vietata.
Sono consentite citazioni, purché accompagnate dalla citazione della fonte Dentista Manager S.r.l., compreso l'indirizzo www.dentistamanager.it
Sono consentiti i link da altri siti purché venga specificato che si tratta di link verso il sito www.dentistamanager.it