Investire nello studio: il passo secondo la gamba

Alcune semplici formule sono in grado di aiutarci in un processo decisionale difficile: affrontare o meno un investimento oneroso in termini economici. Basta un minimo di formazione per utilizzare queste formule anche all’interno di un normale studio dentistico. Ma ci sono skills manageriali che un dentista deve possedere in prima persona per valutare l’opportunità di fare o non fare alcuni investimenti. In alcune circostanze infatti il commercialista non può esserci di aiuto.

investimentoLa maggior parte dei dentisti ha paura quando si tratta di fare un investimento. E anche io sono uno di quelli.

Forse succede perchè viviamo una realtà precaria e nel futuro non vediamo alcuna certezza. Ma forse dipende anche dal fatto che non siamo preparati a valutare un investimento in termini economici.

E’ facile farsi prendere dall’entusiasmo per una nuova apparecchiatura o per una nuova sede, così come è facile prevedere il piacere che una nuova tecnologia potrà portare nel nostro lavoro quotidiano. Più difficile è capire se quell’investimento che con il cuore faremmo subito, sia giustificato anche dal cervello, ovvero dalla convenienza reale.

Eppure esiste un metodo di calcolo che ci può portare a razionalizzare, almeno in parte, le ragioni di una scelta impegnativa nell’acquisto di un bene per lo studio, trasformando quello che all’inizio è solo un sentimento (desiderio e paura di sbagliare) in certezza.

Oltretutto questo calcolo è sorprendentemente semplice e alla portata di tutti. Basta conoscerlo.

Vediamo insieme di cosa si tratta. Leggi tutto “Investire nello studio: il passo secondo la gamba”

Piramide deontologica: trattato di pace tra etica e profitto

Quando i dentisti discutono tra loro di etica e di profitto assistiamo regolarmente allo scontro tra due fazioni: da una parte la pretesa superiorità morale di chi pensa che il fatturato sia la negazione della deontologia; dall’altra chi ritiene che, alla fine, si lavora per guadagnare, fare impresa, generare ricchezza per noi e per gli altri. Eppure le cose non stanno solo così, basta volerlo. In odontoiatria può esistere un modello strategico di perfetta sintesi tra etica e profitto, tra fatturato e deontologia, tra necessità di bilancio e qualità delle prestazioni. E sarà proprio questo il modello vincente dei prossimi decenni. Gli esempi sono già tra noi.

la piramide deontologica in odontoiatriaLa piramide deontologica è una rappresentazione grafica delle priorità che il dentista dovrebbe porsi nel proporre le cure ai propri pazienti: una dichiarazione di intenti e, insieme, di obiettivi da raggiungere.

L’idea di questa rappresentazione mi è nata nel corso di continui e faticosi conflitti non con i pazienti, bensì con i colleghi. La mia costante propensione a trattare temi relativi al profitto, infatti, genera in molti colleghi l’ingiustificato timore che parlare di guadagno personale sia in qualche modo antitetico all’interesse principale del paziente, che si reca da noi per ricevere cure.

Questo timore non è solo ingiustificato, ma addirittura errato. Anzi, posso sostenere con validi argomenti che la realtà è opposta: non solo profitto ed etica non devono essere contrapposti (e non lo sono affatto), ma sono addirittura coincidenti se si rispettano le regole.

Nel caso dell’odontoiatria privata l’etica e la deontologia sono condizioni necessarie (ma non sufficienti!) per il profitto, così come il profitto è condizione necessaria (ma non sufficiente) per svolgere una professione eticamente e deontologicamente corretta.

Fuori da questo schema logico esistono solo situazioni aberranti accettabili solamente nell’ambito della grande distribuzione odontoiatrica, all’interno del sistema sanitario nazionale oppure nei rari circoli dell’odontoiatria d’elite, retaggio di rendite di posizione in via di estinzione.

Per il dentista comune (professionista, artigiano ed imprenditore) la via maestra è quella di seguito descritta nella quasi totalità dei casi. Leggi tutto “Piramide deontologica: trattato di pace tra etica e profitto”

I Costi Fissi: peccato originale di ogni Dentista

I costi fissi assumono la loro dimensione matura e più inquietante solo quando si decide di aprire il proprio studio.

I costi fissi per aprire uno studio dentisticoOgni dentista (titolare di studio) nasce con il peccato originale dei costi fissi e se lo porta dietro per tutta la durata della vita professionale.

I costi fissi cominciano ad esistere nel momento stesso in cui si effettua l’iscrizione all’ordine, dopo la laurea, ma assumono la loro dimensione matura e più inquietante quando si decide di aprire il proprio studio dentistico.

Essi rappresentano la parte preponderante del cosiddetto rischio d’impresa del dentista e portano con sé alcune conseguenze amare in termini teorici e pratici.

Vediamo insieme di cosa si tratta. Leggi tutto “I Costi Fissi: peccato originale di ogni Dentista”