“Resto al Sud”: è adesso il momento ideale per ottenere l’agevolazione fiscale

PILLOLA #3

Un altro aiuto statale concreto per chi vuole costruire un nuovo ambulatorio nelle Regioni del Sud-Italia: Resto al Sud ( Legge di Stabilità 2016 art. 1, commi 98-108 e successive modifiche ).

Oggi parliamo di una misura di incentivo fiscale molto interessante, che può essere cumulata ad altri incentivi quali l’iper-ammortamento pur sugli stessi beni su cui si è deciso di investire e che facilita in misura significativa gli investimenti nuovi per nuove strutture sanitarie costituite sotto forma di impresa (e quindi non solo di srl) in alcune regione del Sud Italia.

Ancora una volta, si tratta di una misura che non è applicabile ai professionisti.  (ndr. – perchè non è applicabile?)

Specifico subito che parlo delle regole in vigore per investimenti effettuati a partire dal marzo 2017, perché nell’anno prima erano diverse sia le aliquote che le regole sulla cumulabilità di questa agevolazione con altre presenti nell’ordinamento.

Per le piccole imprese (sotto i 10 milioni di fatturato e i 50 dipendenti) e quindi per tutti gli ambulatori odontoiatrici e persino polispecialistici, la misura dell’aliquota è differenziata a seconda della Regione presa in considerazione.

Le Regioni Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna vengono considerate come regioni in cui il beneficio è pienamente applicabile in tutto il territorio regionale.

Le Regioni Molise a Abruzzo invece vedono il beneficio applicabile solo in alcuni comuni o in parti del territorio regionale stesso.

Il primo tipo di Regioni

Ebbene, per il primo tipo di Regioni il credito di imposta, a partire dal marzo 2017 è passato dal 20%, originariamente previsto dalla Legge di Stabilità 2016 al 45% per le piccole imprese.

Ripeto: per i nuovi ambulatori il credito di imposta è del 45% e va a sommarsi ai benefici dell’iper-ammortamento, pur se applicato sugli stessi beni !!!

Il secondo tipo di Regioni

Per il secondo tipo di Regioni, la stessa aliquota passa dal 20% al 30%.

La quota complessiva di investimento dei beni per ciascun progetto di investimento è passata, dopo il 31 marzo 2017, dal 1.5 mln di euro originario a 3 milioni di euro.

Quali beni sono agevolabili?

E veniamo al punto saliente che è importante subito evidenziare onde scongiurare eventuali malintesi: quali beni sono agevolabili ?

1) Quelli facenti parte di un progetto iniziale;

2) Relativi all’acquisto, anche tramite leasing, di macchinari, impianti e attrezzature destinate a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio.

 

Quindi, come anche chiarito dalla Circolare AdE 34/E/2016, sono agevolabili gli investimenti in macchinari, impianti e attrezzature relativi alla creazione di una nuova struttura o all’ampliamento della capacità di una struttura esistente o ancora alla diversificazione di una struttura per ottenere servizi e/o prodotti mai fabbricati od erogati prima.

Attenzione, sono invece esclusi gli investimenti di mera sostituzione in quanto non possono essere considerati quali investimenti iniziali.

Esempi per il Dentista Manager

Scendiamo con degli esempi nel concreto della nostra realtà: se allargo uno studio già esistente, acquistando magari un locale limitrofo nello stesso piano, e lo ristrutturo per allargare l’attività con una veste imprenditoriale, potro’ usufruire dell’agevolazione su impianti e attrezzature del nuovo locale; se trasformo il locale esistente da studio a poliambulatorio potrò usufruire dell’agevolazione per tutto quanto è stato trasformato ( da riunito ad ambulatorio da visite, ad esempio ).

Se compro o affitto un nuovo locale più grande e sposto tutta l’attività dal vecchio studio al nuovo ambulatorio sito in altro locale, potrò usufruire interamente della agevolazione sugli investimenti per tutto il locale, quanto ad impianti e attrezzature varie installate.

Attenzione, parliamo di attrezzature e impianti e quindi: impianto idrico, impianto elettrico, impianto di aereazione, riuniti, mobilia, hardware, endorali, panoramico, autoclavi, vaschetta ad ultrasuoni, microscopio, impronta digitale, etc.

Non materiale di consumo.

I beni strumentali possono anche comprendere una parte di beni usati, purchè non prevalenti nell’investimento complessivo.

Come si ottiene l’agevolazione?

Per usufruire di tale agevolazione, è importante effettuare la compilazione di un modello apposito da inviare poi per via telematica alla Agenzia delle Entrate; è anche previsto che tale credito possa essere utilizzato esclusivamente in compensazione di altri tributi da pagare e indicato nella sezione Erario del modello F24, alla colonna “importi a credito compensati”, a decorrere dal periodo di imposta in cui è stato effettuato l’investimento.

E’ il momento giusto…

Mi pare una occasione davvero interessante che può permettere di costruire una struttura nuova con un’agevolazione fiscale importantissima, cumulabile peraltro sia con l’iper-ammortamento – per alcuni dei beni contenuti nel progetto iniziale – e con qualsiasi altra agevolazione prevista dalla Normativa, pur se sugli stessi beni.

Chi risiede al Sud, ha intenzione di effettuare una trasformazione da studio ad ambulatorio e attende il momento giusto per farlo, difficilmente potrà trovarsi di fronte una simile rosa di opportunità e di agevolazioni.

Pietro Paolo Mastinu

 

COMMENTI UTILI:

Anche in (almeno piccola) parte beni usati…? Non mi risultava questo dettaglio…

PPM: si si confermo. L’importante è che non siano in misura prevalente rispetto all’investimento complessivo. Lo ha specificato l’AdE nella Circolare 34/E/2016. Si tratta di un dettaglio importante, perchè tanti strumenti acquistati nuovi portano l’investimento alle stelle e si possono comprare benissimo da fornitori che rilevano ambulatori seminuovi o in fallimento.

 

Buonasera, questo credito di imposta è cumulabile con il titolo secondo?

PPM: E’ cumulabile con qualsiasi altra agevolazione prevista a partire dalle modifiche entrate in vigore il 31 marzo 2017.

 

Quindi “resto al sud” ha un limite per quanto riguarda l’età dei soci ? 

PPM: Esatto, di 45 anni. 

 

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Autore: Pietro Paolo Mastinu

Sono Pietro Paolo Mastinu, ho 55 anni e mi sono laureato con lode in Economia e perfezionato in Discipline bancarie e finanziarie. Da allora ho dapprima lavorato presso un grande istituto di credito e poi sono passato alla libera professione, ricoprendo, oltre che il ruolo di consulente finanziario e patrimoniale, quello di manager di rete e formatore, conseguendo anche la certificazione EFPA e prestando la mia opera per banche di investimento tra le più importanti del settore. Sono stato anche un imprenditore sanitario e un amministratore di ambulatorio odontoiatrico e poi polispecialistico. Ho sempre continuato a studiare mentre lavoravo. Questa peculiare esperienza mi ha permesso di sviluppare competenze specifiche e una visione abbastanza ampia delle tematiche che riguardano il settore medico e in particolare di quello odontoiatrico. Un settore per cui mi è scattata ben presto una passione irrefrenabile.

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