Ricerca e Sviluppo: credito d’imposta per Srl odontoiatrica

L’ultima Legge di Bilancio interviene a rimodulare i benefici fiscali per le imprese che effettuano investimenti in Ricerca e Sviluppo o attività simili. Ancora una volta tali benefici, riconducibili al Credito di Imposta, sono riservati alle imprese e quindi potranno essere sfruttati dalle Srl Odontoiatriche ma non dai professionisti o dagli studi associati. In questo articolo le principali novità rispetto al 2019 e tutti i riferimenti utili per cogliere le opportunità offerte.

ricerca e sviluppo

Il credito di imposta ricerca e sviluppo per le Srl odontoiatriche deve essere rivisto alla luce delle modifiche della Legge di Bilancio per il 2020.

Nell’ultimo articolo edito, con riferimento al Credito di imposta in generale per i dentisti, abbiamo definito i tratti salienti dell’istituto, soffermandoci sugli aspetti che più interessano la nostra categoria.

Beneficiari dell’agevolazione per Ricerca e Sviluppo

Premettiamo che i possibili beneficiari del Credito di imposta per Ricerca e Sviluppo sono tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa e quindi, nello specifico, ad esempio, la Srl odontoiatrica.

Ricordiamo che invece i Professionisti e/o gli Studi associati, a differenza delle Srl odontoiatriche, generano redditi da lavoro autonomo, che sono incompatibili con l’agevolazione in parola.

A distanza di circa 2 anni dall’articolo in cui già parlavamo di Credito di Imposta per Ricerca e Sviluppo, torniamo sull’argomento per commentare le novità introdotte dai commi da 200 a 216 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio per il 2020, ovvero la Legge n. 160 del 27 dicembre 2019, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre 2019.

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Obiettivi della Legge per ricerca e sviluppo

L’intenzione del Governo è quella di stimolare la spesa privata in ricerca e sviluppo per innovare processi e prodotti e garantire la competitività futura delle imprese.

Le novità introdotte, con validità a far data dal 1°gennaio 2020, prevedono in sostanza una riduzione delle percentuali di contributo per ricerca e sviluppo e la possibilità di agevolare innovazione tecnologica, di design e ideazione estetica.

Nel dettaglio, le attività di innovazione tecnologica si divideranno tra attività classiche e quelle invece riconducibili alla digitalizzazione in ambito 4.0 (vd. articolo su iperammortamento).

Il bonus non può formare oggetto di cessione o trasferimento, neanche all’interno del consolidato fiscale, non concorre alla formazione del reddito d’impresa ed è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi.

Vediamo di seguito come è cambiata la normativa e come possiamo usufruirne.

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Tipologie di spese ammesse dalla legge

Come accennato, le nuove disposizioni, in vigore dall’esercizio 2020, prevedono la suddivisione delle spese in tre categorie:

1. Ricerca e sviluppo

Si tratta delle attività di ricerca fondamentale, di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale in campo scientifico o tecnologico. Le spese ammissibili per il calcolo del beneficio sono così sintetizzabili:

  • spese per il personale direttamente impiegato nell’attività di ricerca;
  • ammortamenti e canoni di locazione, anche finanziaria, e a altre spese per beni materiali e software utilizzati per la ricerca;
  • spese per contratti esterni (extra muros);
  • ammortamento dei costi per l’acquisto da terzi, anche in licenza d’uso, di privative industriali;
  • spese per consulenza;
  • spese per materiali, forniture e altri prodotti utilizzati.

Per tali spese, il credito di imposta che viene riconosciuto è pari al 12% della base di calcolo, da considerare al netto di qualunque sovvenzione o contributo ricevuto, nel limite massimo di 3 milioni di euro, ragguagliati ad anno in caso di esercizio di durata diversa dai 12 mesi.

2. Innovazione tecnologica

In questo ambito rientrano le attività, diverse da quelle indicate nel paragrafo precedente, finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati.

Vengono definiti tali un bene materiale o immateriale, un servizio o un processo che si differenziano rispetto a quelli già realizzati o applicati dall’impresa sulla base delle caratteristiche tecnologiche, delle prestazioni, dell’eco-compatibilità, dell’ergonomia oppure per altri elementi sostanziali rilevanti nei diversi settori produttivi.

Sono escluse le attività di routine per il miglioramento della qualità dei prodotti e quindi in generale non rilevano le attività volte a differenziare i prodotti dell’impresa da quelli simili della concorrenza con specifici elementi estetici o secondari. Non rilevano neppure le attività per l’adeguamento di un prodotto esistente alle richieste specifiche di un cliente così come sono escluse le attività per il controllo di qualità e la standardizzazione dei prodotti.

Per la determinazione della base di calcolo le tipologie di spese agevolate sono analoghe, con qualche differenza, a quelle indicate in precedenza per ricerca e sviluppo, in quanto riguardano:

  • personale;
  • ammortamenti e canoni di locazione finanziaria o semplici;
  • contratti aventi ad oggetto il diretto svolgimento da parte di terzi dell’attività di innovazione tecnologica;
  • spese per consulenze;
  • spese per materiali e forniture.

Manca la categoria dell’ammortamento delle privative (lettera d del paragrafo precedente).

Il credito di imposta, in questo caso, sarà pari al 6% della base di calcolo, nel limite massimo di 1,5 milioni di euro ragguagliati ad anno. Anche per questo calcolo, i costi devono essere considerati al netto di eventuali sovvenzioni o contributi ricevuti.

La misura del credito viene elevata al 10%, sempre rimanendo nel limite massimo di 1,5 milioni di euro, nel caso in cui le attività innovative siano finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0.

Parleremo del pacchetto “industria 4.0” in un articolo dedicato.

3. Altre attività innovative

La legge indica espressamente le attività di design e ideazione estetiche, destinate alla concezione e alla realizzazione di nuovi prodotti e campionari, svolte dalle imprese operanti nei seguenti settori: tessile, moda, calzaturiero, occhialeria, orafo, del mobile, dell’arredo e della ceramica.

Questo tipo di spese, per cui si applica la misura del 6%, non riguardano l’ambito di attività in cui operano le Srl odontoiatriche, salvo che non abbiano un particolare oggetto sociale.

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Come si applica l’agevolazione per Ricerca e Sviluppo

Il credito d’imposta spettante è utilizzabile:

  • esclusivamente in compensazione,
  • in tre quote annuali di pari importo,
  • a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione,
  • subordinatamente all’avvenuto adempimento degli obblighi di certificazione della documentazione contabile.

Al solo fine di consentire al MISE di acquisire le informazioni necessarie per valutare l’andamento, la diffusione e l’efficacia delle misure agevolative le imprese che si avvalgono di tali misure effettuano una apposita comunicazione.

Il credito d’ imposta non concorre alla formazione del reddito d’impresa (Ires) né alla formazione della base imponibile Irap ed è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo non porti al superamento del costo sostenuto.

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Obblighi documentali

Come accadeva fino al 31 dicembre 2019, al fine del riconoscimento del credito d’ imposta, l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili per ricerca e sviluppo e la corrispondenza delle stesse alla documentazione contabile predisposta dall’impresa devono risultare da apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti.

Giova sottolineare che le spese sostenute per adempiere all’obbligo di certificazione della documentazione contabile sono riconosciute in aumento del credito d’ imposta per un importo non superiore a 5 mila euro.

Sempre in linea con la normativa in vigore fino al 31 dicembre 2019, le imprese beneficiarie del credito d’imposta ricerca e sviluppo sono tenute a redigere e conservare una relazione tecnica che illustri le finalità, i contenuti e i risultati delle attività ammissibili svolte in ciascun periodo d’imposta in relazione ai progetti o ai sotto-progetti in corso di realizzazione. Tale relazione deve essere predisposta a cura del responsabile aziendale delle attività ammissibili o del responsabile del singolo progetto o e deve essere controfirmata dal rappresentante legale dell’impresa. Per le attività ammissibili commissionate a soggetti terzi, la relazione deve essere redatta e rilasciata all’impresa dal soggetto commissionario che esegue le attività.

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In attesa dei decreti attuativi da parte del Mise

Come accade di sovente, il contenuto della Legge è generico e delinea i tratti principali della norma. Per definire il contenuto concreto di ciascuna tipologia si dovrà attendere un decreto del Ministero dello Sviluppo economico, da pubblicare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge, quindi entro i l’inizio del mese di marzo.

Gli elementi oggi a disposizione consentono tuttavia di individuare già con ragionevole grado di precisione se e in che misura possiamo usufruire dei vantaggi offerti dal credito di imposta Ricerca e Sviluppo.

Anche questa volta il legislatore segna un vantaggio fiscale significativo in favore della Srl Odontoiatrica rispetto al professionista tradizionale o lo studio associato.

Questo articolo è stato scritto dal Dott. Paolo Bernorio, Dottore Commercialista, Revisore Legale e Mediatore Civile in Milano, che ringraziamo per il contributo e per la consulenza che fornisce alle attività di Dentista Manager.
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Autore: Gabriele Vassura

Medico Chirurgo, Odontoiatra, Specialista in Ortopedia e Traumatologia, Specialista in Ortognatodonzia. Socio Fondatore, Amministratore Unico e Direttore Sanitario di Dental Care srl. Managing Partner di Studio Associato Vassura. Owner del Blog www.dentistamanager.it

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