Dematerializzazione dei documenti nello studio dentistico

Documenti di consenso, moduli anamnestici, schede anagrafiche, preventivi, fatture. Ma anche modelli in gesso, radiografie, manufatti di laboratorio. Lo studio dentistico è pieno zeppo di materiali cartacei e non. Gli studi più longevi hanno cantine piene di residui tridimensionali di grandissimo valore legale e probatorio, insieme ad altri il cui valore è nullo. Molti hanno affrontato questo problema con la digitalizzazione documentale e la dematerializzazione di tutti i processi. Questo articolo ha lo scopo di mettere in evidenza i rischi di questa pratica i cui effetti negativi non sono spesso noti neppure agli addetti ai lavori e, probabilmente, si manifesteranno solo tra qualche anno.

La dematerializzazione dei documenti cartacei (e dei documenti solidi in genere) è uno degli obiettivi di ogni studio dentistico efficiente. Eppure è un processo che, contrariamente a quanto comunemente si crede, nasconde ancora delle insidie e dei limiti importanti nonostante l’inarrestabile evoluzione digitale.

Digitalizzazione documentale, dematerializzazione e paperless

Il paperless ovvero lo studio senza carta: tutto molto bello, ma la cosa è più complessa di come alcuni vogliono vendercela.

Si tratta del nuovo Eldorado e mi pare il caso di affrontarlo con una trattazione lunga e articolata, che si configuri come totalmente distante da quella cui siamo abituati.

Venditori, formatori, consulenti vari tentano di convincerci che dematerializzazione e paperless siano l’unica strada da percorrere: dobbiamo affrettarci ad eliminare tutta la carta e mettere tutto su supporto digitale, magari all’interno di un gestionale dello studio.

Il che, in linea di principio, è anche giusto. Se non fosse che la via del Paradiso è sempre più impervia di quanto possa apparire a prima vista.

Arrivare a quel traguardo è sicuramente possibile ma l’unico modo per farlo bene è accertarsi che ogni passaggio venga affrontato nella maniera corretta, onde evitare di ritrovarsi ben presto nella concreta impossibilità di disporre di un documento importante. Leggi tutto “Dematerializzazione dei documenti nello studio dentistico”

L’Odontoiatria Digitale e la morte annunciata del workflow analogico

L’odontoiatria digitale non è una moda e non è neppure il capriccio ozioso di un dentista che vuole ostentare tecnologia o ricchezza. Si tratta piuttosto di capire che i cambiamenti epocali, in ogni ambito della conoscenza, avvengono sempre a spese dei nostri paradigmi più consolidati. Nel contesto evolutivo attuale ci saranno due competizioni diverse tra i dentisti: gli studi di successo e digitalizzati da una parte, a contendersi le posizioni migliori sul mercato, gli studi in declino ed analogici dall’altra, vivere una economia residuale di mera sussistenza.

odontoiatria digitaleC’è un epitaffio già scritto sulla lapide di molti studi dentisti italiani:

“Qui giacciono i resti di una attività che non si è convertita per tempo alla Odontoiatria Digitale”.

Ci sono studi dentistici che godono di ottima salute e altri che non se la passano tanto bene.

Per quanto generalizzare sia sempre una operazione rischiosa e arbitraria, possiamo mettere a fattore comune alcune caratteristiche sia per il primo gruppo che per il secondo.

Per esempio:

Ciascuno di questi punti potrebbe riempire pagine intere di questo blog e sollevare discussioni infinite (e lo ha fatto ampiamente in passato). Allora, per scaldare ulteriormente i fronti contrapposti, introduciamo anche il tema della Odontoiatria Digitale come elemento differenziante:

Gli studi dentistici nei quali i processi clinici ed extraclinici sono digitalizzati hanno mediamente molto più successo degli altri.

Analizziamo questa variabile per quello che è: un autentico fenomeno che investe trasversalmente tutti i processi dello Studio Dentistico. Leggi tutto “L’Odontoiatria Digitale e la morte annunciata del workflow analogico”

Fattura elettronica nello studio odontoiatrico

Il dentista digitale non ha mai avuto paura della fattura elettronica, ma una porzione importante dei nostri colleghi ha subito un vero e proprio trauma con l’introduzione di questo obbligo. Il Dott. Paolo Bernorio, commercialista, ci fa una breve panoramica sugli obblighi di legge e sulle principali attività necessarie per adempiere.

Il presente articolo intende essere una sintesi aggiornata alla data di pubblicazione, in merito alla fattura elettronica, che in questi giorni sta vivendo il suo periodo di rodaggio anche negli studi dentistici.

Alcune semplici informazioni possano essere utili per partire con il piede giusto.

Ciclo attivo: i documenti emessi

Sono obbligati all’emissione delle fatture elettroniche tutti i titolari di partita IVA per i quali non sia previsto uno specifico esonero, come ad esempio i soggetti che rientrano tra i contribuenti minimi oppure forfettari per i quali l’emissione della fatturazione elettronica rappresenta una scelta che ritengo opportuna.

Per effetto delle obiezioni/segnalazioni del Garante della Privacy, invece, gli operatori sanitari (medici, dentisti, veterinari, farmacisti, ecc.) obbligati alla trasmissione al Servizio Tessera Sanitaria delle informazioni su beni e prestazioni fatturati a consumatori finali (= persone fisiche senza partita IVA) NON possono emettere la fattura elettronica per le prestazioni sanitarie, mentre sono obbligati ad emetterla qualora gli stessi beni e prestazioni non siano di natura sanitaria e siano resi a titolari di partita IVA.

Per intenderci: Leggi tutto “Fattura elettronica nello studio odontoiatrico”

Welfare aziendale e Premi di risultato nello studio dentistico

Il tema del welfare aziendale (e dei premi di risultato) è uno dei più sconosciuti alla comunità degli odontoiatri. Eppure sia per il dentista tradizionale sia per le srl odontoiatriche ci sono opportunità importanti da cogliere per abbassare il livello di tassazione, anche se le seconde, come sempre, sono favorite dalla normativa. In questo articolo Pietro Mastinu ci introduce i concetti fondamentali che ciascuno di noi può approfondire con il proprio consulente di fiducia.

welfare aziendaleWelfare aziendale e Premi di risultato sono strumenti interessanti di risparmio fiscale con i quali anche il dentista può ridurre il livello di tassazione dei compensi destinati al personale dipendente dello studio, in misura diversa a seconda del layout giuridico adottato.

Il complesso sistema di misure che vengono ricondotte sotto il cappello del cosiddetto welfare aziendale si dividono sostanzialmente in due sottoinsiemi:

  • Il primo è quello dei cosiddetti premi di risultato, i quali, a determinate condizioni che poi vedremo, permettono importanti detassazioni anche in capo al dipendente.
  • Il secondo, applicabile solo alle imprese, riguarda invece tutto il resto delle misure di welfare aziendale.
Tutte le misure che stiamo trattando sono applicabili sia alle imprese che ai professionisti.
E’ tuttavia evidente, e lo si capirà meglio entrando nei dettagli, che tale possibilità resta alquanto teorica per i secondi, in considerazione del fatto che sono proprio le imprese quelle che per struttura organizzativa e approccio contabile più si avvicinano alla situazione ideale per fruire appieno di tutti questi benefici.
Tra i professionisti si potrà dunque e sempre trovare applicazione per queste misure, ma saranno solo gli studi più grandi e con una organizzazione di un certo tipo quelli che ne fruiranno concretamente.
Questo perchè per gli studi professionali la costruzione di una organizzazione vicina a quella di un’impresa resta una scelta ancora opportuna ma non obbligatoria e sono tanti gli studi piccoli e medi che non la implementano, per i più diversi motivi.
Tornando al focus dell’articolo, si tratta, nel complesso, di misure che si sposano perfettamente, con più o meno forti agevolazioni fiscali e contributive, con le esigenze di coinvolgere i lavoratori nella organizzazione e reddittività aziendale e quindi con quei modelli di leadership condivisa e di delega di cui spesso parliamo in queste pagine.

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Dentista e Rischio d’Impresa: un breve vademecum

Il rischio d’impresa in una attività odontoiatrica si può manifestare in molti modi. Alcuni di questi sono comuni a tutte le imprese, altri sono atipici e singolari. Prepararsi per tempo ad affrontare i Cigni Neri significa conoscere elementari strumenti di diritto societario e soprattutto pianificare la propria evoluzione professionale con strumenti robusti e flessibili al tempo stesso. Nessuno saprà mai quanti dentisti siano stati travolti da eventi indipendenti da loro e imprevedibili: per molti di loro non era la sostanza ad essere sbagliata, era solo la forma.

Lo scopo di questo articolo è fornire una breve guida al dentista comune per ridurre il rischio d’impresa legato alla professione odontoiatrica. Mi rivolgo dunque al libero professionista titolare di un proprio studio, ma anche a chi svolge la propria attività in forma di pura consulenza.

Gli eventi di cronaca ci pongono quotidianamente di fronte ad esempi clamorosi di dentisti che non hanno saputo affrontare il rischio d’impresa con le giuste precauzioni e molti di noi, di fronte a tali eventi negativi, hanno dovuto riflettere.

L’evento più drammatico è rappresentato ovviamente dalla malattia o dalla morte, ma ci sono molte altre situazioni  come il fallimento economico dello studio, l’aggressione da parte di terzi ostili, le crisi familiari, il passaggio generazionale, e altro ancora, a dipingere scenari negativi in gran parte imprevedibili. Leggi tutto “Dentista e Rischio d’Impresa: un breve vademecum”

Contratti nello studio dentistico: un vuoto imbarazzante

Una vecchia canzone di Iannacci diceva più o meno così: “Lo devi sapere prima che dopo hai bisogno”. Per quanto il suo intento fosse ironico, nel caso degli studi dentistici non lo è affatto. Quasi tutti i conflitti interni ed esterni, tra persone per bene, non sorgerebbero neppure in presenza di contratti fatti per tempo.

L’assenza di contratti è una delle più grandi lacune organizzative degli studi dentistici italiani, soprattutto all’indomani della legge Gelli Bianco che riforma i profili di responsabilità professionale e introduce il concetto di rivalsa.

Chiariamo subito un punto: sottoscrivere contratti non serve tanto a garantirsi il rispetto delle previsioni in essi contenute, quanto piuttosto a fissare le regole di un gioco complesso, dove le variabili sono tante.

Quindi la valenza di un contratto non è tanto o solo legale, quanto piuttosto organizzativa.

Se volessimo commentare l’elenco completo di tutti i contratti necessari per gestire uno studio dentistico probabilmente non basterebbe questo blog. Quindi prenderemo in esame, per categorie, solo quelli la cui assenza mette più frequentemente in crisi il titolare o l’amministratore dello studio dentistico. Leggi tutto “Contratti nello studio dentistico: un vuoto imbarazzante”

Dentista e Commercialista: vite (quasi) parallele

Quando il pubblico critica la nostra categoria non possiamo negare che ci sia molto di vero nelle accuse. Tra decine di migliaia di dentisti ci sono professionisti brillanti e apprezzati in tutto il mondo, ma ci sono anche autentici esempi di scadente professionalità, basso livello culturale e qualità umane inadeguate al ruolo. Le stesse considerazioni possono essere fatte in qualsiasi settore, compreso quello dei commercialisti, la cui intima correlazione con la nostra attività rende però il fenomeno meritevole di attenzione. Che tu sia un commercialista o un dentista considera questo articolo come un atto di riconoscenza nei confronti del mio commercialista cui devo moltissimo (così come migliaia di altri dentisti), ma anche come un “j’accuse” per tante situazioni che oggi non sono più tollerabili.

commercialistaDifficilmente si trovano due professionisti così legati a doppio filo come il Commercialista ed il Dentista.

Per quanto esistano eccezioni importanti, generalmente un dentista di successo ha alle spalle un commercialista di grande valore.

Al contrario, molto spesso dentisti di valore non hanno successo perchè assistiti in modo pessimo dal proprio commercialista.

Chi scrive questo articolo ha un debito di riconoscenza insanabile nei confronti del proprio consulente, ma ciò non gli impedisce di tentare una analisi imparziale del tema.

Non si tratta di una provocazione ma di fare emergere un vero e proprio problema che per le caratteristiche microeconomiche della professione odontoiatrica assume talvolta i caratteri dell’emergenza sociale all’interno della nostra comunità professionale.

Perchè questo accade? E’ presto detto. Leggi tutto “Dentista e Commercialista: vite (quasi) parallele”