Fisco e Srl Odontoiatrica: c’è davvero un vantaggio?

Parlando di SRL e dei vantaggi che comporta per un dentista non si può fare a meno di trattare anche il discorso che interessa il risparmio fiscale

tasse srl dentistaQualche giorno fa un caro amico collega, particolarmente attento alle questioni economiche e contabili dello studio, mi ha chiesto di quantificare in termini numerici un dato sul risparmio fiscale, che avevo solo ipotizzato in un commento.

Ebbene, mi sono reso conto, rispondendo, che il dato sul risparmio fiscale di una srl odontoiatrica, confrontato a quello di uno studio tradizionale, è eclatante e dunque merita uno spazio appropriato.

Risparmio fiscale ed evasione fiscale

Parlando di SRL e dei vantaggi che comporta per un dentista non si può fare a meno di trattare anche la materia fiscale. Premetto che sono uno strenuo (e ahimè, alquanto isolato) sostenitore della trasparenza fiscale e, ribadisco ancora una volta che l’evasione fiscale non è una strategia economicamente premiante per il dentista nel medio-lungo periodo (vd articoli sul tema in questo blog). Tuttavia non sono così masochista da non saper individuare opportunità lecite di risparmio fiscale, laddove esistono.

Ci sono situazioni, lecite e legittime, nelle quali, a parità di altri fattori, due dentisti che svolgono la stessa attività sono sottoposti ad imposte sul reddito differenti. Uno è il caso del regime dei minimi, prima abolito e poi rispolverato dalla recente legge di stabilità. Un altro è rappresentato dalle cooperative. Un altro, appunto, dalle srl.

Alcuni esempi di risparmio fiscale

Rispondendo al mio amico, senza voler estrapolare leggi universali da casi particolari, ho riportato i seguenti esempi, in grado di esprimere in modo semplice e comprensibile l’entità del vantaggio fiscale che una SRL odontoiatrica offre rispetto ad uno studio tradizionale:

  • con reddito imponibile di 100 mila € ed un compenso personale di 50 mila € il passaggio da studio a srl (a parità di altri costi ed altre tasse) consente un risparmio fiscale del 18% circa ed un corrispondente aumento dell’utile dopo le tasse del 173% circa
  • con reddito imponibile di 200 mila € ed un compenso personale di 50 mila € il passaggio da studio a srl (a parità di altri costi ed altre tasse) consente un risparmio fiscale del 29% circa ed un corrispondente aumento dell’utile dopo le tasse del 60% circa
  • con reddito imponibile di 300 mila € ed un compenso personale di 50 mila € il passaggio da studio a srl (a parità di altri costi ed altre tasse) consente un risparmio fiscale del 31% circa ed un corrispondente aumento dell’utile dopo le tasse del 50% circa

L’importanza del compenso personale nella determinazione del risparmio fiscale

Tutto ciò si verifica in piena trasparenza fiscale e contabile, senza artifici tattici configurabili come elusione o abuso del diritto, e nel pieno rispetto delle regole correnti. Naturalmente, come già anticipato nel commento, qualora il compenso personale si stabilizzasse su volumi più modesti (intorno ai 30 mila euro anno) il vantaggio differenziale assumerebbe dimensioni ancora più macroscopiche, quasi grottesche.

Il risparmio fiscale è legato anche ad una maggiore capienza dell’oggetto sociale

Ci sarebbero molti altri ambiti da esplorare nella determinazione del risparmio fiscale: come la maggior capienza dell’oggetto sociale che permette più detrazioni, come la possibilità di erogare compensi agli amministratori, come l’incidenza dei contributi previdenziali obbligatori, tutte questioni che meriterebbero una trattazione a parte ed esaustiva.

Ripeto ancora una volta: i nostri competitors (catene, franchising e anche gli abusivi) tutte queste cose le sanno. La loro capacità di reinvestire annualmente in attrezzature e personale il doppio o il triplo di un comune dentista, è un vantaggio competitivo rilevante in un sistema ipercompetitivo come questo. Direi che vale la pena riflettere.

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Autore: Gabriele Vassura

Medico Chirurgo, Odontoiatra, Specialista in Ortopedia e Traumatologia, Specialista in Ortognatodonzia. Socio Fondatore, Amministratore Unico e Direttore Sanitario di Dental Care srl. Managing Partner di Studio Associato Vassura. Owner del Blog www.dentistamanager.it

21 pensieri riguardo “Fisco e Srl Odontoiatrica: c’è davvero un vantaggio?”

  1. Ciao Gabriele, sono sempre Paolo, che “salta” da un tuo intervento all’altro…..
    Domanda “cattiva”…..ma dovuta!
    Quale potrebbe essere a tuo sommesso parere la giustificazione che il nuovo titolare di srl unipersonale fornisce ( magari in sede notarile di costituzione societaria, in allegato all’atto costitutivo..) in caso di contestazione dell’ “Istituto di Abuso del Diritto”???

    cito da:
    http://www.leggioggi.it/2013/03/22/abuso-del-diritto-ed-evasione-fiscale/

    Visto che ogni nostro “movimento” oggi dovrebbe, anzi “deve” essere NON solo in ambito di piena trasparenza legale nonché fiscale, ma anche “al riparo” dalle tante vituperate e reiterate “indagini tributarie” in barba a qualsiasi legittimità legale ( tanto L’Agenzia delle Entrate può e fa quello che gli pare e noi subiamo e paghiamo per poi “sperare” di rivalersi in sede giudiziale…)…. quindi ben vengano i consigli “giusti” ed in piena validità legale, ma “pariamoci anche le spalle” nel caso fossimo esposti a strumenti come quello dell’ “Abuso del diritto” che potrebbero vanificare ogni nostro intervento.

    In altre parole, quali sono i VANTAGGI nei confronti del PUBBLICO e degli OPERATORI che tu ravvisi nelle SRL ODONTOIATRICHE che potrebbero avere valore per la ns professione e per i nostri pazienti OLTRE al solo risparmio fiscale?????

    Grazie.

    1. Ciao Paolo, il tema che tu poni denota una sensibilità ed una competenza decisamente superiori alla media. Ti sei già reso conto del fatto che la giurisprudenza citata trasforma ipotesi discrezionali o francamente persecutorie da parte degli organi di controllo in legittimazione dell’arbitrio. Oscar Giannino direbbe che lo Stato ladro accredita i propri furti travestendoli con norme codicistiche. Un evidente conflitto di interessi della parte pubblica. Mi viene da dire che l’abuso del diritto, casomai, risiede proprio nell’emanare leggi o sentenze che servano di copertura all’esercizio sistematico e legittimato di un sopruso, dove la controparte soccombe per insufficienza di mezzi e non di diritto.

      Finito lo sfogo, possiamo analizzare la situazione nel merito. Nel caso di una srl classica direi che il quesito non si pone neanche poichè i vantaggi organizzativi ed economici di una società di mezzi o commerciale tra più professionisti sono così evidenti, che penso non potrebbero essere contestati neppure da un esattore medioevale e miope. Peraltro, in questo caso, la costituzione di una società sarebbe l’unica soluzione possibile: in quanto tale sarebbe obbligatoria e non opzionale.

      Nel caso della società unipersonale, fortunatamente si possono invocare tutti i vantaggi precedenti, senza però poter sostenere che non vi è altra forma organizzativa possibile. Bisogna invocare altri vantaggi, diversi da quello fiscale, che non sarebbero raggiungibili come professionista. Provo a citarne alcuni: possibilità di accedere ai finanziamenti pubblici, possibilità di passare in linea successoria l’impresa, possibilità di associarsi a consorzi di tutela e sindacali (rete imprese, confindustria, ecc), possibilità di mettere al riparo i beni personali, possibilità di nominare un amministratore esterno per la conduzione dello studio, possibilità di cedere quote o l’intera compagine con un vero e proprio atto di compravendita, possibilità di aprire sedi secondarie, possibilità di ridurre i contributi previdenziali obbligatori, possibilità di adire istituti contrattuali particolari come il contratto di rete.
      Questi sono tutti argomenti buoni che giustificherebbero il ricorso ad una srl unipersonale anche nel caso in cui i vantaggi fiscali sui quali ci siamo lungamente dedicati fossero anche nulli (cosa che non sono). Quindi non mancano gli elementi per sostenere che ci sono buone ragioni economiche ed organizzative per farlo.
      Credo di aver risposto alla tua domanda, nei limiti delle mie capacità, perchè tu sei andato decisamente sul fino. Come sempre ti consiglio di consultarti con un tecnico che ne saprà senz’altro più di me (avvocato fiscalista o commercialista).
      Chiudo dicendo un ultima cosa: conosco l’istituto del’abuso di diritto perchè l’ho visto applicato a molte situazioni, ma non sono a conoscenza che sia stato applicato per contestare la costituzione di una srl odontoiatrica. Se hai notizie diverse sarei davvero curioso di saperlo.
      Un caro saluto.
      Lele

      PS: mi devi mezz’ora di vita 🙂

      1. ciao Gabriele,
        ho letto questa risposta e dato che si è andati sul fino… ti chiedo se la ipotetica odontoiatrica srl può essere costituita in un paese EU diverso dal nostro e operare qua.
        grazie

        1. inoltre aggiungerei che la “società” mi sembra un ottimo sistema per “Terminare l’attività di libero professionista” o meglio ( visto che continuerei comunque a fare il consulente di me stesso…) di “levarmi dal groppone come persona fisica” tutto il valore che fiscalmente avrebbe il mio studio il giorno che decidessi di smettere….

          Di questo che pensi???

          (Già….perché molti colleghi pensano che il giorno che “chiudi bottega”, e su quell’anno ci paghi le tasse, tutto finisce li….magari!)

  2. Buongiorno,
    Sono Vincenzo odontoiatra,
    sono “affascinato” da questo argomento (srl) in quanto anche io mi trovo ad avere difficoltà di “bilancio”…
    Ma mi chiedevo: le srl non hanno regole autorizzative molto più complesse, come le strutture sanitarie?

    1. Caro Vincenzo, proprio questa mattina ho letto questa nota su Odontoiatria 33, scritta da Maccagno http://www.odontoiatria33.it/cont/normative/contenuti/10355/autorizzazione-sanitaria-alla-stato-regioni-testo-ministeriale.asp
      Capisci in che casino ci troviamo? Personalmente, l’ho scritto mille volte, ho solo mandato una raccomandata. E la mia Asl è particolarmente attenta a questo tema. Altri dicono di avere problemi, a seconda della regione in cui si trovano. La mia opinione è che se a mille dentisti in italia è concesso di esercitare costituendo una srl odontoiatrica deve essere così per tutti. A costo di ricorsi. Perchè ne vale la pena. Lele

  3. il nocciolo della questione è, a mio modesto e poco preparato modo di vedere, come gestire gli eventuali surplus/utili derivanti dall’attività dell srl che rimangono in “pancia” alla società. Nel momento in cui dovessero essere ridistribuiti verrebbero tassati secondo aliquota proprio come fossero generati da una p.iva normale; quale, quindi, la strategia da mettere in atto?

    1. Hai perfettamente centrato il punto. Gli utili devono rimanere in pancia alla società. Tu sei libero di prendere tutti i compensi che vuoi e soddisfare il tenore di vita che preferisci. Dopo di che il resto lo devi lasciare li. In caso di necessità imprevista, sulla quota di denaro che ricevi dagli utili perdi i benefici fiscali e contributivi obbligatori che avevi maturato. Ma solo su quella quota e non su tutto. E solo nell’anno in cui li ricevi e non subito (magari li prendi dieci anni dopo …). Dimmi se mi sono spiegato, altrimenti scrivimi privatamente. Lele

  4. Grazie Gabriele per l’esaustiva e pronta risposta, visto che il nostro studio commercialista sembra digiuno in materia e comunque non favorevole, sarebbe interessante avere un colloquio con il tuo, in modo da verificare la nostra situazione in particolare.
    Che ne dici?

    Germano

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