Commercialista e Dentista: le vite parallele.

Mentre il mondo dei dentisti diventa sempre più competitivo dovrebbe anche evolversi il rapporto con il consulente più importante: il commercialista

dentista e commercialistaQuello del commercialista è un ruolo critico e centrale nella vita di un dentista. Ho visto commercialisti seri e preparati fare la fortuna di alcuni colleghi, così come ho visto commercialisti improvvisati e superficiali determinare un vero e proprio blocco per il successo di altri. E questo accadeva indipendentemente dalle capacità cliniche dei nostri colleghi, sia in un caso che nell’altro.

Mentre il mondo dei dentisti diventa sempre più competitivo ed il contesto normativo sempre più difficile, in parallelo dovrebbe anche evolversi il rapporto con i consulenti dello studio: consulenti legali, consulenti finanziari, consulenti del lavoro, consulenti marketing e comunicazione e, soprattutto, con il consulente più importante di ogni dentista: il proprio commercialista.

Tanti anni di collaborazione con il mio commercialista mi hanno convinto che oggi non sarei nulla senza di lui e per questo lo ringrazio pubblicamente. Grazie per avermi aiutato a superare i momenti difficili con i tuoi consigli, grazie per la competenza e la disponibilità che mi hai sempre usato, grazie per il sostegno nelle scelte importanti. Guardo già con preoccupazione al momento in cui per motivi anagrafici le nostre strade si separeranno; ma intanto sono diventato un ometto e molte delle cose che tu hai insegnato a me io ora le trasmetto ad altri.

Fatta questa doverosa premessa, rimane un commento amaro da cui non posso esimermi. Dopo tanti articoli scritti, relazioni e corsi in giro per l’Italia, mi sono dovuto arrendere ad una evidenza. Non tutti i dentisti hanno avuto la mia stessa fortuna e anzi, alcuni colleghi sono legati al palo dell’immobilismo proprio per colpa di consulenti poco disponibili e, diciamolo, poco competenti.

Pochi giorni fa, in un incontro pubblico erano stati invitati anche alcuni consulenti commercialisti insieme ai colleghi dentisti. Ebbene, nella maggior parte dei dei casi si è trattato di scambi proficui, durante i quali ci siamo arricchiti a vicenda. Ma in un caso specifico si è trattato di una vera e propria esibizione di ignoranza professionale. Alcuni commercialisti sono così inadeguati per la realtà di un dentista da essere imbarazzanti.

Questo episodio mi ha dato lo spunto per redigere un rapido elenco delle scemenze che ancora dominano, come luoghi comuni, gli argomenti sulle srl odontoiatriche. Non posso fare a meno di renderle pubbliche, affinché tutti i colleghi possano beneficiarne, evitando così di perdere tempo con consulenti inutili (o meglio, dannosi).

Commercialista e luogo comune sulla tassazione

E’ vero che la tassazione complessiva per un dentista che passa da “professionista” a srl rimane sostanzialmente invariata?

No, non è vero.

La tassazione sugli utili di uno studio tradizionale raggiunge l’aliquota marginale IRPEF del 43% nel primo caso, mentre in una srl è fissa al 27,5% dell’IRES. Questo significa che ogni cento mila euro di fatturato (che superano l’ultimo scaglione Irpef), il dentista con srl ha un risparmio fiscale di 16mila euro circa.

Commercialista e luogo comune sulla previdenza

E’ vero che i “professionisti” pagano gli stessi contributi previdenziali ENPAM di una srl odontoiatrica?

No, non è vero.

Gli utili della srl che non vengono destinati ai soci non sono assimilabili a reddito professionale e dunque non costituiscono base imponibile per il calcolo della quota Enpam da pagare. Sono previste solo eccezioni nel caso di srl che lavorino in convenzione con il SSN o per le Stp che hanno nell’oggetto sociale lo svolgimento delle attività professionali. Le srl tradizionali invece nell’oggetto sociale hanno una attività di servizio che non ha nulla a che vedere con le prestazioni professionali, che, anzi, sono esplicitamente escluse.

Commercialista e luogo comune sul rischio patrimoniale

E’ vero che i professionisti corrono gli stessi rischi patrimoniali di una srl odontoiatrica?

No, non è vero.

Le responsabilità verso terzi in una srl sono garantite solo dal capitale sociale della srl mentre i beni personali sono al sicuro (salvo rari casi prevedibili e quindi evitabili). Un professionista invece garantisce i terzi anche con i propri beni personali (mobili e immobili).

E’ vero che una srl unipersonale aumenta il rischio patrimoniale del professionista rispetto ad una srl pluripersonale?

No, non è vero, a condizione che siano rispettate le norme codicistiche richieste: ovvero che il capitale sociale sia interamente versato e sia correttamente pubblicizzata la caratteristica unipersonale della srl. A fare la differenza è inoltre la natura dell’organo amministrativo.

Commercialista e luogo comune sulla compagine sociale

E’ vero che in una srl odontoiatrica tutti i soci devono essere odontoiatri?

No, non è vero.

In una srl ordinaria la qualifica di odontoiatra o medico è superflua per essere socio. E’ indifferente il numero di odontoiatri nella compagine sociale: tutti, alcuni o nessuno. Per questo anche gli abusivi, le catene e i franchising costituiscono lecitamente le srl odontoiatriche e con maggiore profitto dei dentisti “professionisti”.

E’ vero che il socio di una srl odontoiatrica non può essere anche l’amministratore della società?

No, non è vero.

L’odontoiatra che costituisce una srl odontoiatrica può esse anche l’unico socio e l’unico amministratore della srl.

E’ vero che il socio e amministratore di una srl odontoiatrica non può essere anche il direttore sanitario della stessa?

No, non è vero.

Un dentista può essere contemporaneamente socio della srl (anche unico socio), amministratore e direttore sanitario della stessa. Anzi la qualifica contemporanea di amministratore e direttore sanitario offre maggiori garanzie sul piano medico legale ed un miglior profilo di rischio assicurativo.

Commercialista e luogo comune sulle autorizzazioni

E’ vero che se trasformo lo studio professionale in una srl devo rifare il percorso autorizzativo presso l’asl?

No, se lo studio è già autorizzato e non è in deroga.

Purtroppo la materia, di competenza delle regioni, è diversa a seconda della zona in cui lo studio si trova. In Lombardia, per esempio, vale quanto di seguito descritto.

Le autorizzazioni sono legate alla struttura non alle persone. Le persone sono autorizzate a fare i dentisti da: laurea, abilitazione e iscrizione all’ordine. Le strutture sono autorizzate sulla base di requisiti tecnici ed organizzativi dalla asl e rimangono inalterate indipendentemente dalle persone fisiche o giuridiche che le governano. E’ sufficiente fare una comunicazione nella quale si informa che la gestione della struttura passerà in capo alla società, comunicando contestualmente sia all’asl che all’ordine dei medici il nominativo del direttore sanitario. Fanno eccezione, come detto, le strutture con autorizzazioni in deroga in alcune regioni. (Nella regione Campania attualmente è impossibile costituire una srl odontoiatrica).

Commercialista e luogo comune sulla fatturazione

E’ vero che una srl odontoiatrica non può fatturare prestazioni sanitarie ai pazienti?

No, non è vero.

Non solo non è vero, ma è anche obbligatorio che tutte le fatture ai pazienti per le prestazioni erogate nella struttura siano emesse proprio dalla srl. Il dentista fatturerà poi alla srl il proprio compenso attraverso la propria partita iva individuale.

Commercialista e luogo comune sul regime Iva

E’ vero che il regime IVA delle prestazioni si modifica passando da studio professionale a srl odontoiatrica?

No, non è vero.

Le prestazioni fatturate dalla srl al paziente sono sempre esenti Iva ai sensi dell’art. 10 n. 18 del DPR n .633/72. Poichè la srl ha un oggetto di attività più ampio è prevista l’applicazione dell’Iva su prestazioni che non abbiano le caratteristiche previste dall’art. 10, es: fatture per corsi, consulenze, compravendita di beni, ecc.

Non sono sicuro di avere esaurito tutti i luoghi comuni e le false credenze che aleggiano intorno alle srl, ma credo di avere dato un buon contributo. Rimarranno ancora persone convinte del contrario, così come esistono ancora medici convinti che le donne mestruate non possano fare il bagno o che l’acne sia causata dal cioccolato. Per questi non possiamo fare molto, se non aspettare che il mercato faccia il proprio corso.

 

 

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Autore: Gabriele Vassura

Medico Chirurgo, Odontoiatra, Specialista in Ortopedia e Traumatologia, Specialista in Ortognatodonzia. Socio Fondatore, Amministratore Unico e Direttore Sanitario di Dental Care srl. Managing Partner di Studio Associato Vassura. Owner del Blog www.dentistamanager.it

12 pensieri riguardo “Commercialista e Dentista: le vite parallele.”

  1. Oltre all’ignoranza dei commercialisti c’è da annoverare anche quella di molti rappresentanti ordinistici e sindacali (non so se del tutto in buona fede!).
    Quando sentono SRL si allontanano dalla giusta distanza di conversazione, come se avessero visto il diavolo, come se si bestemmiasse.
    Improvvisamente si apre un fossato: da una parte loro, dentisti “puri”, deontologici doc, che pensano solo a curare il paziente e che vedono il denaro solo sul saldo del conto corrente.
    Dall’altra le SRL, accomunate tutte al “Vitaldent Coop System”, imprenditori senza scrupoli, ex colleghi che hanno rinnegato il giuramento di Ippocrate, la Nobile Professione, accecati dal vil denaro.
    C’è un bel da fare!…

  2. Grazie dei consigli, utili spunti di riflessione. Mi permetto di segnalare un’imprecusione al punto 8. L’autorizzazione sanitaria è demandata alle regioni e provincie autonome. Le regole sono differenti in tutta Italia, nella nostra realtà l’autorizzazione è legata a chi la richiede, se cambia il titolare dell’autorizzazione, l’autorizzazione va nuovamente richiesta. La normativa è in via di modifica, ma verranno ulteriormente rese più complesse le procedure per l’autorizzazione sanitaria a società di qualsiasi genere. Per fortuna, aggiungo io. Non per miopia, ma se fai qualcosa ne devi essere responsabile, quelli che si nascondono dietro società a responsabilità limitata per non rispondere di ciò che fanno non ritengo meritino di curare gli altri. È un opinione personale, ma se devo badare la mia scelta gestionale sul’ etica dei punti 3 e 4 sono messo maluccio …
    Tomaso Conci

    1. Grazie Tomaso, hai ragione a precisare che la normativa sulle autorizzazioni è demandata alla regione e questo spiega perchè in italia, su questo argomento come su tanti altri, non vi sia la certezza del diritto. Aggiungerei anche che i singoli funzionari, in carenza di una normativa chiara, nelle attività di verifica e controllo si comportano poi in modo eterogeneo, talvolta francamente arbitrario. Sul trend futuro in tema di autorizzazioni invece temo che ti sbagli. E’ recente l’abolizione dell’istituto autorizzativo per gli studi dentistici nella regione lazio. Pur condividendo la tua apprensione sulla liberalizzazione selvaggia (che riduce le nostre tutele) penso che la regione Lazio sia la prima tessera di un domino governato dalla lobbie odontoiatrica-imprenditoriale (non quella dei dentisti, per intenderci). Sui punti 3 e 4 credo che tu abbia completamente travisato: se tu pensi che in tribunale ti possano portare solo e soltanto perchè hai commesso qualcosa di concreto e se pensi che in questo paese si possa essere condannati a pagare, che so, un milione di euro di risarcimento solo per colpe vere; allora questo significa che sei una gran brava persona, ma solo un poco ingenua. Ci sono colleghi rovinati da pazienti e da avvocati che hanno fatto del risarcimento una professione. Spero non ti capiti mai. Un caro saluto. Lele

      1. Grazie della risposta Lele, sicuramente le lobbies hanno il loro peso, soprattutto in certe regioni… Io sono di Trento e le regole le concordiamo assieme, le condividiamo e le approviamo cercando di tutelare tutte le parti in causa. Ordine, AIO, ANDI e Provincia Autonoma di sono sedute ad un tavolo comune ed hanno vagliato varie soluzioni, stendendo un regolamento chiaro e rispettoso. Sui funzionari hai ragione, l’ottusità di alcuni è inimmaginabile, ma troppe norme nebulose, lasciano spazio a troppe interpretazioni fantasiose. Per fortuna di dentisti rovinati da cause da parte di pazienti non ne conosco, ritengo però che uno debba comunque essere responsabile di ciò che fa. Avere una sorta di immunità civile data da una srl non ci protegge penalmente, anche se la maggior parte delle cause le fanno civili solo per succhiare un po’ di soldi. È corretta la tua interpretazione di salvaguardia patrimoniale del dentista “buono”, ma nelle società di capitale si possono nascondere lestofanti d’ogni genere ed approfittare di questa sorta di scudo per operare ben al di fuori dei limiti e, molto spesso, a scapito di giovani o ingenui colleghi. Rinnovo i ringraziamenti per l’articolo, che mi è comunque molto piaciuto.

        1. Bene Tomaso, vedo che siamo in linea su tutto. Ovviamente io non posso parteggiare per i lestofanti. Anzi, mi batto da sempre come un leone per una professione di qualità (umane e tecniche). Potrei riassumere il mio pensiero con una provocazione: la constatazione che tra di noi vi siano dei banditi che la fanno franca, non è una buona ragione per uscire di casa lasciando le porte aperte e le luci accese.
          Grazie per lo scambio, spero che ci incontriamo da qualche parte. Ho la sensazione che ci sia molto da imparare dalla tua esperienza.
          Lele

          1. Chissà Lele, magari ci si incontrerà… Grazie dello scambio di idee, ho avuto modo di apprezzare la tua preparazione ed il tuo rigore. Buone Feste
            Tomaso Conci

  3. il mio commercialista mi ha detto tutto il contrario di ogni punto che tu hai ben chiarito , come faccio a trovare un commercialista competente ? io sono a Lecco , hai per caso nominativo da consigliare . Grazie . Cordiali Saluti . Drssa M.Antonietta Cambrea

  4. Grazie Lele,interessante disamina.probabilmente ci vedremo a Gennaio,in quell’occasione verrai da me subissato di domande relative a questa faccenda.Interessante anche la possibilita’ di avere srl a socio unico (“il mio motto è sempre stato:se hai un socio avrai un padrone”).
    un unico appunto:come,non è il cioccolato la causa dell’acne?;)

    1. Ciao Simona, sarà un piacere vederti a Gennaio, così ci conosciamo di persona. Il tuo motto potrebbe anche essere modificato in: se hai un socio avrai uno schiavo. Oppure: se hai un socio avrai un fratello anche se sei figlia unica. Il mio motto è che non esisterà mai un contratto tra gli uomini capace di superare i loro limiti morali. Tra persone per bene un contratto è quasi superfluo, se non fosse che dà vantaggi ad entrambi i contraenti contemporaneamente. Ma è solo una mia idea …
      A presto.
      Lele