9 ragioni per diventare un Dentista Manager

Perché diventare dentista manager ? Essere un clinico eccellente non rappresenta più una garanzia di benessere economico.

Studio dentistico associatoLe 9 buone ragioni per diventare Dentista Manager.

  1. I margini di guadagno delle prestazioni si sono ridotti tantissimo rispetto al passato, in alcuni casi si sono azzerati, in casi estremi si lavora anche “in perdita”. Sapere identificare queste situazioni e saperle governare nell’ambito di una strategia complessiva dello studio è di importanza capitale per la sua sopravvivenza economica.
  2. Le competenze necessarie per gestire uno studio sono sempre più trasversali. Essere un clinico eccellente non rappresenta più una garanzia di benessere economico per almeno due buone ragioni: perché il paziente non sempre è in grado di percepire la qualità della nostra prestazione e perché la concorrenza di basso livello è in grado di “contraffare” la qualità e venderla al paziente a prezzi inferiori dei nostri.

  1. L’arena competitiva, già satura di colleghi, si è ulteriormente affollata per la presenza di “nuovi entranti”, ovvero soggetti provenienti da mercati diversi che entrano nell’odontoiatria con uno scopo meramente speculativo e non professionale. Questi soggetti utilizzano logiche di governo delle loro imprese e dinamiche operative tipiche delle aziende di provenienza, con strumenti raffinati di controllo di gestione, economie di scala, meccanismi di tutela, progetti di marketing e strumenti economico finanziari che il dentista medio non possiede. La competizione è impari se anche il dentista non impara modalità nuove e moderne di gestione dello studio.

  1. La crisi economica ha segnato un cambiamento socio-economico strutturale, riducendo in modo permanente la liquidità circolante dei pazienti. Per essi l’opzione del dentista low cost è, in molti casi, divenuta una necessità più che una scelta. In questo contesto soltanto i dentisti che hanno sviluppato modelli di gestione efficiente potranno coniugare livelli qualitativi eticamente accettabili a prezzi competitivi. In tutti gli altri casi la deriva sarà verso l’uscita dal mercato per prezzi troppo elevati oppure per qualità troppo bassa.

  1. I cicli di lavoro molto lunghi, i tempi necessari per l’ammortamento degli investimenti, la normativa fiscale in continuo cambiamento, l’incertezza degli incassi e molti altri fattori impongono al dentista di elaborare ed adottare strategie di impresa di lungo periodo ed analisi economiche che mediamente non è in grado di fare da solo e non può delegare a nessun altro.

  1. Il dentista medio solitamente lavora in condizioni di estremo isolamento professionale, senza forme di tutela legale, economico, previdenziale e fiscale adeguate ai reali rischi che corre quotidianamente. Le associazioni di categoria, in larga misura, hanno fallito nel compito di creare reti di solidarietà o di protezione nei confronti dei loro iscritti. La conoscenza e l’impiego di forme di aggregazione locali o a distanza con altri colleghi permetterebbe invece ai dentisti comuni di accedere a modalità organizzate di svolgimento della professione più sicure e resistenti agli imprevisti della vita.

  1. Il dentista medio non conosce o sottovaluta l’importanza di gestire rapporti di scambio con gli agenti esterni dello studio: fornitori di beni e di servizi, enti ed istituzioni, fondi e convenzioni. Disporre di procedure adeguate per l’approccio a questi agenti esterni consentirebbe di avviare sinergie con valore di scambio per entrambe le parti.

  1. Il valore dello studio non è solo rappresentato dalla produzione di prestazioni e dal numero di pazienti, ma anche da una serie numerosa di elementi difficilmente quantificabili, i cosiddetti asset intangibili. Costruire il valore dello studio anche attraverso gli asset intangibili significa realizzare il migliore strumento previdenziale possibile in vista di una cessione o di un subentro generazionale a fine carriera. Il dentista dovrebbe sapere quanto vale il suo studio sul mercato.

  1. La differenza fondamentale tra il dentista tradizionale ed il Dentista Manager è che il secondo ha meno paura del primo. Il Dentista Manager si sente più adeguato in un mondo in continuo cambiamento dove sa che, purtroppo, le sue qualità morali e professionali non fanno più la differenza nella selezione naturale degli studi che sopravvivono a quel cambiamento.

Autore: Gabriele Vassura

Medico Chirurgo, Odontoiatra, Specialista in Ortopedia e Traumatologia, Specialista in Ortognatodonzia. Socio Fondatore, Amministratore Unico e Direttore Sanitario di Dental Care srl. Managing Partner di Studio Associato Vassura. Owner del Blog www.dentistamanager.it

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