DDL Concorrenza: à la guerre comme à la guerre!

DDL CONCORRENZAQuando scrissi l’articolo dal titolo Stp odontoiatrica: le tante ragioni del no era il 24 luglio e non potevo sapere, ovviamente, che il 2 agosto in Senato sarebbe stato approvato il cosiddetto DDL Concorrenza (scarica qui) dopo oltre 30 mesi di ping pong tra Camera e Senato.

Sono stati 30 mesi nei quali tutte le nostre forze lobbistiche, come mai era successo in passato, si sono coalizzate contro il nemico: hanno fatto proclami, hanno impiegato ogni risorsa mediatica, hanno minacciato scenari da apocalisse e hanno dato fondo ad ogni conoscenza ed ogni relazione pur di impedire quello che poi è avvenuto. Ma è stata una battaglia di retroguardia che si opponeva ad un cambiamento della portata di uno Tsunami in una piscina.

Io non sono contento di quello che sta succedendo ma questo non mi impedisce di reagire e di lottare anziché arroccarmi su posizioni reazionarie, pretestuose e anche presuntuose. Non me lo posso permettere e come me, dentista di campagna, non se lo possono permettere diverse migliaia di colleghi.

Il DDL concorrenza cambia il paradigma della professione

Quando scrivevo che la professione è morta (nel 2016) a qualcuno è sembrato che la colpa fosse mia, solo perchè descrivevo quello che accadeva.

Quando ho scritto che la Stp era uno strumento inutile e anzi dannoso perchè favoriva l’abusivismo, sono stato addirittura denunciato, come se la legge pasticcio sulle Stp l’avessi scritta io.

Quando ho scritto che la srl odontoiatrica era l’unico strumento adatto e (al contempo) legale per gestire uno studio odontoiatrico moderno e competitivo, l’oligarchia odontoiatrica si indignava, deprecava, invocava la deontologia dei nostri padri, come se costituire una srl al posto di uno studio tradizionale significasse, ipso facto, diventare un commerciante della salute invece di un professionista furbo (o meno scemo di prima).

E dopo i mille distinguo da azzeccagarbugli sull’oggetto sociale della srl odontoiatrica, sulle corrette modalità di fatturazione, sull’esenzione iva delle prestazioni, sui vantaggi fiscali, sull’abuso del diritto, cui sono stato costretto in questi anni, ora dove sono i soloni delle associazioni e dei social media, dopo che la battaglia è perduta?

Il testo del DDL concorrenza che riguarda i dentisti

stp dentistiSinceramente non avrei mai immaginato che una settimana dopo aver descritto la Stp come un morto che camminava, qualcuno stesse celebrandone il funerale.

Cito testualmente l’art. 153 della “Legge annuale per il mercato e la concorrenza” approvata dal Senato il giorno 2 agosto:

L’esercizio dell’attività odontoiatrica è altresì consentito alle società operanti nel settore odontoiatrico le cui strutture siano dotate di un direttore sanitario iscritto all’albo degli odontoiatri e all’interno delle quali le prestazioni siano erogate dai soggetti in possesso dei titoli abilitanti.”

L’approvazione di questo articolo non si limita a respingere l’offensiva lobbistica e protezionistica della nostra categoria ma va ben oltre, introducendo per la prima volta il concetto di esercizio diretto dell’attività odontoiatrica da parte delle società commerciali, senza passare obbligatoriamente attraverso l’istituto delle Stp.

La risposta delle istituzioni è stata quindi più negativa del pericolo che si voleva scongiurare. Non mi pare un grande capolavoro di strategia politica quello che abbiamo messo in campo.

La ratio del DDL concorrenza

Ma forse le parole più significative con le quali il legislatore ci sculaccia e ci redarguisce sono proprio in apertura della legge.

All’art. 1 si legge testualmente:

“La presente legge reca disposizioni finalizzate a rimuovere ostacoli regolatori all’apertura dei mercati, a promuovere lo sviluppo della concorrenza e a garantire la tutela dei consumatori, anche in applicazione ai principi del diritto della Unione europea in materia di libera circolazione, concorrenza ed apertura dei mercati, nonché delle politiche europee in materia di concorrenza”.

Capito?

Non c’è solo la volontà di rimuovere definitivamente gli ultimi ostacoli alla apertura completa del mercato (in completo contrasto con il corporativismo reazionario di alcuni nostri rappresentanti) ma c’è anche la beffa di spiegarci il perchè questo viene fatto: per la maggior tutela dei consumatori, che per noi dentisti sono i pazienti.

L’impatto del DDL concorrenza sul mercato

Il sentiero era appena accennato, poi divenne una pista ed ora è una autostrada: evolversi o fallire.

A’ la guerre comme à la guerre significa proprio questo: rendersi conto in che situazione ci troviamo e fare di necessità virtù. Reagire al meglio, con flessibilità ed intelligenza sfruttando al massimo le risorse disponibili in questa circostanza. Con le strategie di retroguardia non si vince da nessuna parte, nè a scacchi nè a tennis nè, tanto meno, nelle sfide dei mercati liberi.

Prima della approvazione di questa legge cosa stava succedendo? E’ presto detto:

  1. da una parte i predoni (non dentisti) saccheggiavano il nostro mercato con strategie aggressive di stampo commerciale e strumenti moderni come la srl odontoiatrica
  2. dall’altra i professionisti (dentisti) si arroccavano dietro i principi deontologici e competevano con armi obsolete (lo studio tradizionale).

Mentre i primi prosperano e si moltiplicano in un crescendo geometrico di sigle e di fatturati, i secondi arrancano con le loro fionde e vengono soppressi come gli indiani.

Questa situazione era in gran parte alimentata da una normativa lacunosa e incompleta nella quale i più disinvolti prosperavano mentre i più ossequiosi delle regole (e timorosi) deperivano economicamente, anche condizionati dalle pressioni negative delle loro stesse istituzioni che frenavano il cambiamento.

La via di fuga: un professionista nuovo

La via d’uscita esiste ovviamente e questa Legge ha almeno il merito di stabilirlo in modo definitivo. Basta alibi, basta atteggiamenti paternalistici, basta con i falsi moralismi e le ipocrisie: ora il mercato è libero davvero e, ad armi pari, chi è più adatto la spunterà.

Il nostro vantaggio rispetto all’imprenditoria pura è che possiamo dotarci delle sue armi, mentre il contrario non può avvenire perchè la professionalità e la deontologia non si possono comprare.

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Autore: Gabriele Vassura

Medico Chirurgo, Odontoiatra, Specialista in Ortopedia e Traumatologia, Specialista in Ortognatodonzia. Socio Fondatore, Amministratore Unico e Direttore Sanitario di Dental Care srl. Managing Partner di Studio Associato Vassura. Owner del Blog www.dentistamanager.it

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