Abusivismo odontoiatrico: esiste ancora?

abusivismoIn deroga al principio generale di scrivere solo articoli didattici e possibilmente impersonali, spero vogliate perdonarmi se mi permetto un piccolo sfogo sull’abusivismo in odontoiatria.

Prendo lo spunto dalla recente sentenza del Tar Toscana (23 ottobre 2017 n. 1267) riportata dal Sole 24 ore di oggi e da un vecchio articolo pubblicato su questo Blog che mi ha procurato non pochi problemi, per porre alcune domande provocatorie:

  • in che condizioni versa l’abusivismo odontoiatrico in questo Paese?
  • E’ in via di estinzione oppure gode di buona salute (come affermano i nostri rappresentanti Cao in alcune note interviste)?
  • Come reagiscono gli abusivi alle sfide del mercato?

Ebbene, darò una risposta secca a queste domande solo alla fine dell’articolo, perchè la comprensione di quello che sta succedendo è molto più importante della risposta stessa.

Ho deciso di raccontare una storia vera, nella quale per riservatezza altero soltanto i nomi dei personaggi, non senza concedermi una vena di sarcasmo. Essa descrive piuttosto fedelmente la storia tutta italiana dell’abusivismo odontoiatrico.

Abusivismo anni ’80: l’odontotecnico clandestino

Negli anni ’80 del secolo scorso il mio amico Costante Abusivo è poco più che un ragazzo, ha frequentato il Cesare Correnti di Milano con grande entusiasmo e a 19 anni si diploma come odontotecnico. Dopo tre anni trascorsi ad imparare l’arte presso altri odontotecnici, decide di mettersi in proprio: quindi allestisce un laboratorio proprio e si iscrive alla Camera di Commercio in qualità di artigiano. E’ così che entra nel mercato dell’odontoiatria: in quegli anni vede girare grandi quantità di denaro e, frattanto, conosce molti odontotecnici che svolgono abusivamente anche l’attività odontoiatrica.

Nella pressochè totale impunità di queste pratiche, in presenza di una normativa inadeguata e data la connivenza tacita di pazienti, dentisti veri ed istituzioni, il mio amico Costante Abusivo decide di travestirsi da Odontoiatra e comincia ad eseguire le prime prestazioni sanitarie nel proprio laboratorio.

Vive male questa sua impostura quotidiana perchè deve simulare competenze e titoli che non possiede e deve prevenire contenziosi imbarazzanti. Ma sono anni in cui i guadagni sono facili, il suo tenore di vita è altissimo e la pressione fiscale è solo un pallido embrione di quello che sarebbe diventato 30 anni dopo.

Talora lo chiamano “Costante”, talora “Dott. Costante” e talora anche solo “Dottore”. Lui accetta in silenzio e con un certo disagio questi omaggi non dovuti: in cuor suo sa di essere un passeggero clandestino che viaggia in prima classe.

Passano così dieci anni ed entriamo negli anni 90.

Abusivismo anni ’90: l’odontotecnico sotto copertura

Negli anni 90 il sig. Costante Abusivo ha oramai accumulato una discreta quantità di denaro, per lo più liquido e per lo più in nero. Ha una capacità di spesa che noi, suoi coetanei, impegnati all’Università non possiamo ancora immaginare. Questo gli consente anche un accesso al credito pressoché illimitato dato che le banche sono ancora luoghi allegri dove vengono concessi mutui e fidi senza controllo.

Ad un certo punto anche il Sistema si accorge di questa fioritura indebita di soggetti professionalmente equivoci. Nel 1992 viene così promulgata la cosiddetta Legge Volponi (legge 5 febbraio 1992 n. 175). Si tenta di porre argini al fenomeno dell’abusivismo sia normando la materia pubblicitaria che quella autorizzativa, ma forse il danno più grande per Costante Abusivo (artigiano odontotecnico) è rappresentato dall’articolo 9, comma 2, dove si scrive testualmente:

Il commercio e la fornitura, a qualsiasi titolo, anche gratuito, di apparecchi e strumenti diversi da quelli indicati nel decreto di
cui al comma 1, sono vietati nei confronti di coloro che non dimostrino di essere iscritti agli albi degli esercenti le professioni sanitarie, mediante attestato del relativo organo professionale di data non anteriore ai due mesi.

Vedendosi limitato il diritto di acquistare apparecchiature e strumenti necessari allo svolgimento della attività professionale odontoiatrica, Costante Abusivo decide di dare una svolta alla propria vita: basta clandestinità ed equivoci, è ora di darsi una dimensione più credibile.

Forte dei capitali che possiede e di una pletora medica e odontoiatrica senza precedenti contatta un giovane medico disoccupato (uno dei nostri amici che nel frattempo si è laureato) e gli propone di assumere il ruolo di Titolare di una attività che, da quel momento, vira brillantemente da laboratorio-tutti-usi a vero e proprio Studio Dentistico.

In questo modo egli aggira tutti gli ostacoli normativi sulla pubblicità, sulle autorizzazioni e sull’acquisto dei beni strumentali. Ufficialmente è sempre il medico a compiere tutte le operazioni, ma nella pratica le prestazioni sono eseguite da Costante Abusivo.

E’ così che passa un altro decennio di bassi rischi e grandi guadagni. Entriamo negli anni 2000.

Abusivismo negli anni 2000: l’odontotecnico imprenditore

Dopo vent’anni passati in bilico tra l’artigianato e la professione usurpata, Costante Abusivo (ora odontotecnico, artigiano e falso dentista) comincia ad avvertire un rischio: ciò che sta costruendo ufficialmente non appartiene a lui, ma è di proprietà del giovane medico (ex amico), le cui richieste economiche sono nel frattempo lievitate e le cui pretese di immagine sono proporzionali al successo dello studio.

C’è il pericolo che in capo a qualche anno il controllo economico ed amministrativo dello studio gli sfugga di mano. Ecco però che accade un fatto nuovo: gli eventi normativi gli portano i primi regali. Sono gli anni delle liberalizzazioni e per la prima volta dopo quasi 60 anni si tenta di abbattere il divieto a svolgere la professione in forma societaria. Anche i divieti sulla pubblicità vengono aboliti.

Costante Abusivo capisce che è il momento per dare un’altra svolta all’attività. Si tratta di darsi un assetto societario, accedere all’autorizzazione mediante una srl e relegare il dentista ufficialmente Titolare al ruolo, previsto per legge, di Direttore Sanitario della struttura.

L’immobile era già di sua proprietà, lo Studio assume il nome di Bellidenti srl, l’amministratore unico della società è egli stesso, il personale è assunto da lui così come è sempre egli a mettere a contratto il Direttore Sanitario. E’ proprio attraverso il contratto che i rapporti di forza tra Costante Abusivo ed il medico si invertono. Per arginare il potere del medico in seno allo studio Costante Abusivo si premura inoltre di imbarcare anche altro personale odontoiatrico in modo tale da garantirsi sempre la collaborazione di professionisti qualificati e di creare maggiore competizione all’interno dello studio.

A questo punto Costante Abusivo (ora odontotecnico, artigiano e imprenditore) può anche smettere di eseguire le prestazioni direttamente perchè il contesto glielo permette: acquista quella che lui considera “manovalanza specializzata” a basso costo, si garantisce lo stesso reddito di prima, ha leve di potere assolute, guadagna tempo libero ed, infine, abbatte completamente i rischi.

La sicurezza di questa operazione è confortata frattanto da altri imprenditori che stanno popolando il mercato, provenienti dalla Spagna. L’esempio dei franchising lo entusiasma così tanto che anche Costante Abusivo decide di aprire un secondo studio e poi un altro ancora, costituendo di fatto una piccola catena locale di studi dentistici sotto il suo controllo.

Passa così un altro decennio caratterizzato da pesanti profitti, ma rimane per Costante Abusivo la stessa insoddisfazione di un tempo, quella che gli deriva dall’anonimato e dalla diffidenza di molti pazienti che oramai sanno tutto della sua ambiguità e del divieto per lui di esercitare la professione odontoiatrica.

Abusivismo dopo il 2012: l’odontotecnico iscritto all’Albo

I pazienti hanno visto per anni a Striscia la notizia falsi dentisti che scappavano dalle finestre per non essere intervistati. Altre trasmissioni di inchiesta come Le iene, hanno più volte smascherato odontotecnici travestiti da odontoiatri. Il grande pubblico oramai sa che esiste il sito ufficiale della Fnomceo che pubblica ed aggiorna costantemente i nominativi dei professionisti regolarmente iscritti all’albo degli odontoiatri. Gli stessi dentisti quando intendono denunciare fenomeni di abusivismo verificano preliminarmente in questi elenchi ufficiali i nominativi delle persone sospette per verificare se siano colleghi oppure no. Si può dire che gli effetti pubblicitari del sito della Fnomceo rappresentava una garanzia di autenticità sia per i pazienti che per gli stessi professionisti.

Ma finalmente tra il 2012 ed il 2013 si verificano altri mutamenti legislativi che offrono a Costante Abusivo l’occasione del riscatto globale su di un piatto d’argento. Per lui non si tratta più di guadagni o di potere, si tratta oramai solo di immagine personale, di colmare quel gap di prestigio che separa il suo nome da quello di dentisti veri che hanno faticato onorevolmente per laurearsi ed esercitare legittimamente la professione.

Accade dunque che vengono regolamentate, seppur con grave ritardo, le cosiddette STP, ovvero società tra professionisti. La legge dice che possono costituire Società tra Professionisti anche soci che professionisti non sono, cosiddetti soci di capitale. La legge dice anche altre due o tre cose interessanti:

  1. che le STP possono essere delle srl come quella che Costante Abusivo ha già costituito da una decina d’anni;
  2. che le STP possono avere un nome qualsiasi, compreso il nome di una persona fisica, e quindi anche il nome di Costante Abusivo;
  3. che le STP in forma di srl non solo sono iscritte alla Camera di Commercio, ma anche all’Albo professionale presso l’Ordine competente.

Costante Abusivo non ci può credere, finalmente dopo 30 anni di sotterfugi e disonore ha l’occasione per un riscatto totale con effetti pubblicitari che gli vengono garantiti proprio dalle istituzioni che lo combattono da sempre.

Quindi si reca dal notaio e compie alcune semplici operazioni: trasforma la sua Srl in Srl-Stp, modifica il nome della società da Bellidenti srl in Abusivo Costante srl-stp e quindi obbliga l’Ordine di zona ad effettuare l’iscrizione nell’Albo degli Odontoiatri. Quando gli Ordini tentano di opporsi alla sua iscrizione intervengono i magistrati, l’antitrust, le associazioni dei consumatori, insomma il mondo intero: Abusivo Costante, sotto le mentite spoglie di srl-stp, si iscrive all’Albo!

Poco importa che il legislatore abbia inserito l’obbligo dei 2/3 di dentisti nella compagine sociale (o meglio nelle maggioranze deliberative), perchè Costante Abusivo sa perfettamente come garantirsi le maggioranze in seno alla società senza contravvenire alla legge.

D’ora in poi quando cercheranno il suo nome nella lista ufficiale questo verrà trovato insieme a quello dei dentisti laureati. Anzi sarà lui stesso, legittimamente, ad esibire l’iscrizione all’Albo di Abusivo Costante srl stp come segno distintivo della propria appartenenza.

La risposta alle domande iniziali sull’abusivismo

La risposta alle domande che ci siamo posti in apertura ora è semplice: noi dentisti siamo stati giocati, beffati.

Il caso di Costante Abusivo non è isolato e sarà sempre più frequente. E’ la testimonianza di come gli individui si adattino all’ambiente ed ai fattori di contesto. L’antifragilità di Costante (come direbbe Nassim Taleb) è un dato di fatto, così come la sua capacità di trasformarsi e reagire per essere sempre più forte economicamente e competitivo sul mercato.

L’abusivismo oggi esiste ancora in proporzioni che non sarà mai dato sapere quali siano realmente, aldilà dei proclami di facciata. Ma non è importante. Quello che rileva veramente è il fatto che domani non esisterà più, perchè alla fine è stato legalizzato.

Il processo evolutivo o di trasformazione che io da anni consiglio ai dentisti veri e che li porterebbe da una dimensione fragile come quella attuale ad una robusta o antifragile come quella delle srl odontoiatriche, è stato impropriamente percorso prima da altri. E con grande successo.

Oggi che la competizione si gioca tra “professionisti” e “non professionisti legalizzati”, parlare ancora di abusivismo è diventato semplicemente antistorico, inutile.

Perfino il TAR della Toscana riconosce oggi il diritto delle Stp non omogenee (ovvero quelle in cui è presente un socio come Costante Abusivo) di partecipare addirittura a gare pubbliche per il conferimento di prestazioni d’opera professionali. Queste le motivazioni riportate dal Sole 24 Ore:

Le società tra professionisti possono partecipare a gare anche se nella compagine sociale vi sono soci non iscritti ad uno specifico albo: non è quindi possibile far concorrere solo società in cui tutti i soci siano [professionisti] iscritti all’Albo. Il requisito di totale iscrizione all’Albo professionale è infatti troppo selettivo e viola principi di ragionevolezza, proporzionalità e libera concorrenza.

Basta e avanza per capire la lezione: l’abusivo ha capito che doveva vestirsi di Stp per essere accettato ed ha fatto come l’anguria della foto che … per avere successo è diventata quadrata.

Autore: Gabriele Vassura

Medico Chirurgo, Odontoiatra, Specialista in Ortopedia e Traumatologia, Specialista in Ortognatodonzia. Socio Fondatore, Amministratore Unico e Direttore Sanitario di Dental Care srl. Managing Partner di Studio Associato Vassura. Owner del Blog www.dentistamanager.it

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