Stp odontoiatrica: le tante ragioni del no

Perchè la Stp non piace ai dentisti? Perchè non viene adottata nonostante gli sforzi delle istituzioni per renderla appetibile o addirittura obbligatoria? Perchè il numero delle Srl è cresciuto ad un ritmo del 25% negli ultimi 4 anni mentre nello stesso periodo le Stp sono arrivate ad un massimo di 60 su tutto il territorio nazionale?

stp dentistiCome noto a tutti, dopo l’introduzione delle Stp avvenuta nel 2012, i modelli organizzativi della professione possibili sul piano giuridico sono sostanzialmente tre:

  1. l’esercizio personale puro in forma di studio professionale tradizionale o di consulenza;
  2. l’esercizio in forma di capitale puro attraverso una società srl odontoiatrica;
  3. l’esercizio in forma mista mediante la costituzione di una Stp, ovvero società tra professionisti.

Questa classificazione è un po’ semplicistica ma ha il merito di focalizzarsi bene sulla realtà delle cose. Essa riflette anche la visione sul tema del Ministero per lo Sviluppo Economico (vd. parere MISE), che per ben due volte è stato chiamato ad esprimersi sull’argomento.

La prima modalità, quella personale, è di gran lunga la più praticata dai professionisti italiani, ricomprendendo in essa anche la realtà degli studi associati. Non ha bisogno di particolari descrizioni perchè tutti i dentisti sano di cosa si tratta.

La seconda, quella delle srl odontoiatrica, ha goduto di enorme successo soprattutto con l’ingresso nel mercato dei gruppi economici e della cosiddetta odontoiatria d’impresa. Secondo fonti autorevoli le società attualmente sono oltre 5.000 su un totale di 65.000 esercenti la professione con un trend di crescita molto alto. Ma solo una piccola parte di queste è rappresentata dai marchi delle cosiddette catene, segno che i professionisti hanno intuito il potenziale delle srl e lo stanno sfruttando.

La terza, infine, è stata introdotta nell’ordinamento giuridico solo di recente (nella pratica dal 2013) e sembra non decollare mai nelle preferenze dei dentisti e dei loro consulenti, visto che la stessa fonte accredita alla data di oggi solamente 60 Stp sul territorio nazionale. Sembrerebbe la cronaca di un fallimento annunciato.

Perché accade questo? Perché la Stp non piace ai dentisti? Perché non viene adottata nonostante gli sforzi delle istituzioni per renderla appetibile o addirittura obbligatoria (vd. continui emendamenti proposti al Ddl concorrenza in discussione da quasi due anni in Parlamento)? Perché il numero delle Srl è cresciuto ad un ritmo del 25% negli ultimi 4 anni mentre nello stesso periodo le Stp sono al palo?

La risposta è semplice: la Stp non conviene ai dentisti!

In presenza di forme associative alternative come lo Studio Associato o la Srl odontoiatrica i dentisti optano e opteranno sempre per quella più conveniente, salvo che con un editto di Stato ciò gli venga impedito nel prossimo futuro.

Vediamo insieme perchè la Stp non conviene. Leggi tutto “Stp odontoiatrica: le tante ragioni del no”

Rete Andi: CHIEDO IL TUO VOTO

Rete ANDITra pochi giorni verrà effettuata l’elezione di due colleghi a rappresentare gli odontoiatri nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione Rete Andi.

Ho subito pensato che questo progetto fosse una grande idea e confesso che, se ne avessi avuto i mezzi (ed il tempo necessario) avrei realizzato io stesso una iniziativa di questo tipo.

Una rete di studi consorziati in qualche modo tra di loro è una risposta potente ad un mercato aggressivo e può essere portatrice di interessi specifici per i liberi professionisti.

Per questo motivo ho deciso di candidarmi alla elezione e chiedo il tuo voto. Se sei un lettore abituale di questo blog, vorrai perdonare se per una volta mi permetto di chiedere qualcosa senza prima dare: i miei abituali canali di comunicazione (blog, linkedin e facebook) sono i miei unici sponsor.

Se mi riconosci un minimo di competenza sui temi di organizzazione, economia e management e se condividi la mia linea di pensiero sul presente ed il futuro dell’odontoiatria, non farmi mancare il tuo voto.

Margine di Contribuzione dello studio dentistico

La gestione di uno studio dentistico vive di equilibri precari, dovuti a margini di guadagno molto ridotti. Uno dei parametri più sensibili è rappresentato dal Margine di Contribuzione il cui utilizzo da parte dei dentisti è estremamente raro. Vediamo di cosa si tratta e come si impiega nell’attività quotidiana.

Margine di ContribuzioneTutti i dentisti sanno cos’è un Costo o un Ricavo, quasi tutti sanno realmente cos’è il guadagno o Ebit, pochissimi sanno cos’è il Margine di Contribuzione.

Eppure tutte le imprese, in tutto il mondo, di qualsiasi settore produttivo, utilizzano il Margine di Contribuzione come parametro essenziale nel controllo di gestione dell’attività.

Quale dentista non si è trovato, prima o poi, di fronte a domande come queste:

  • Posso permettermi di effettuare un investimento importante come una TC Cone Beam, un microscopio operatorio, delle nuove poltrone o un sistema Cad Cam
  • Quale tariffa è corretta per una certa prestazione?
  • Quanto sconto posso concedere ad un paziente?
  • Posso accettare un accordo di convenzione o è troppo penalizzante per il mio studio?

Questi sono dilemmi tipici di qualsiasi dentista e di qualsiasi imprenditore.

La paura di commettere errori talora ci permette di salvare lo studio dalla bancarotta, ma altre volte ci impedisce di compiere investimenti o altre operazioni economiche che avrebbero invece l’effetto di rilanciare lo studio, ridare entusiasmo e competitività.

Esiste un modello di comportamento che ci consenta di minimizzare il rischio di un investimento? Esiste un metodo di calcolo che ci metta ragionevolmente al riparo da operazioni troppo azzardate?

La risposta a queste domande è ovviamente “si” e lo strumento che ci guida nelle risposte si chiama, appunto, Margine di Contribuzione. In una attività professionale e imprenditoriale come la nostra il Margine di Contribuzione è quel parametro che ci consente, almeno, di trasformare un rischio puro in un rischio calcolato. Vediamo di cosa si tratta. Leggi tutto “Margine di Contribuzione dello studio dentistico”

Agenda digitale: non si va alla guerra con la fionda …

Analizziamo in questo articolo le caratteristiche che una agenda digitale dovrebbe possedere per consentire una gestione moderna ed efficiente dell’attività clinica dello studio dentistico. Valutiamo anche i vantaggi derivanti da un utilizzo intelligente dell’agenda digitale in termini competitivi.

Agenda digitaleL’agenda digitale è il vero motore di uno studio, molto di più di quanto non sia una agenda cartacea tradizionale. Un’agenda efficiente e ben organizzata è letteralmente una conditio sine qua non è possibile avere successo economico in uno studio dentistico.

Non esiste alcun tipo di organizzazione interna (per quanto sofisticata) in grado di generare profitti senza uno strumento adeguato di programmazione delle prestazioni, così come uno strumento adeguato e usato correttamente è un indicatore abbastanza preciso della qualità organizzativa di uno studio dentistico.

Questo strumento è, appunto, l’agenda digitale.

Quando parliamo di agenda in generale, intendiamo sia il supporto (digitale o cartaceo) sul quale avvengono le registrazioni degli appuntamenti (quindi il mezzo vero e proprio), sia i suoi contenuti come ad esempio: date, orari, nominativi dei pazienti, durata delle prestazioni, tipo di prestazione, nome dell’operatore, e molto altro ancora che vedremo in seguito.

Va detto subito che l’efficienza di un’agenda digitale è incomparabilmente superiore rispetto ad un’agenda cartacea e porta tali benefici in termini di fatturato e riduzione dei costi, da rendere improponibile ogni confronto. La necessità poi di integrare l’agenda con i dati anagrafici, clinici e contabili del paziente, impongono di optare per una agenda elettronica inserita all’interno di un gestionale completo. Questa integrazione non sarebbe mai possibile in uno studio dotato solo di agenda cartacea.

La competizione tra studi che usano agenda cartacea e quelli dotati di agenda digitale è così sbilanciata a vantaggio dei secondi da poter affermare con sicurezza una cosa: tra pochi anni i primi non esisteranno più.

Per questo motivo d’ora innanzi faremo riferimento alla agenda digitale come il gold standard nella gestione degli appuntamenti dello studio, analizzando le caratteristiche che dovrebbe avere ed i vantaggi che se ne possono trarre. Leggi tutto “Agenda digitale: non si va alla guerra con la fionda …”

Iper e Super ammortamento: dentista vs. srl

Oggi puoi comprare un Cerec® da 85 mila € spendendone solo 34. L’iperammortamento ti regala uno sconto del 60%, ma solo se sei una srl odontoiatrica. Con meno di 30 corone all’anno potresti averlo gratis. Ti spiego il perchè di questi numeri apparentemente incredibili.

iperammortamento e cerecUna delle novità fiscali più rilevanti di quest’anno è rappresentata dall’iperammortamento. Quasi tutti i dentisti sanno in cosa consiste il superammortamento ma dell’iperammortamento hanno sentito parlare molto meno. Eppure è una grandissima opportunità … anche se, purtroppo non è per tutti, ma vale solo per le srl.

Vediamo insieme di cosa si tratta. Leggi tutto “Iper e Super ammortamento: dentista vs. srl”

Break Even Point dello studio dentistico

I dentisti hanno poca dimestichezza con espressioni come Break Even Point, Capacità Produttiva Massima, Margine di contribuzione o Ebit. In questo articolo riassumo con l’aiuto di infografiche i concetti fondamentali per il controllo di gestione dello studio dentistico.

break even pointIl Break Even Point del proprio studio è una delle informazioni più importanti che un dentista dovrebbe possedere. Questo non si verifica quasi mai per una serie di ragioni tra le quali certamente figurano carenze formative specifiche e difficoltà oggettive nel reperimento delle informazioni.

Ora dedichiamo un nuovo articolo all’argomento, dopo averne già parlato qui, dandogli un taglio più didattico e semplice, fornendo al contempo indicazioni tecniche su come effettuare i calcoli in autonomia nel proprio studio. Leggi tutto “Break Even Point dello studio dentistico”

Costi per formazione deducibili al 100%

L’approvazione del Jobs Act per i lavoratori autonomi porta interessanti e positive novità per i dentisti sul fronte della formazione e dell’aggiornamento professionale. Finalmente tutti i costi saranno deducibili al 100%.

costi per formazioneDopo la conversione in Legge del DdL Jobs Act per autonomi i professionisti potranno dedurre al 100% i costi per formazione dal proprio reddito imponibile. La legge era attesa dal Gennaio 2016, quando il consiglio dei ministri (allora presieduto da Renzi) aveva assunto il provvedimento originale.

Questo significa che da oggi partecipare a Master, Corsi di aggiornamento, Congressi e Convegni in genere, per i dentisti e per i professionisti in generale, sarà molto più economico di prima.

Precisamente possiamo dire che il risparmio fiscale sarà doppio rispetto a quanto accadeva in passato.

In realtà è stato fissato anche un tetto massimo di 10.000 € all’anno, ma possiamo considerarlo abbondantemente sufficiente per le esigenze formative (vere!!) di un dentista medio.

Diciamo che è stata riportata un po’ di equità in un settore fortemente sbilanciato, soprattutto per lo strabismo del legislatore che ha sempre voluto castigare la presunta componente ludica dei nostri aggiornamenti. Leggi tutto “Costi per formazione deducibili al 100%”